Ritorna in una nuova edizione in volumi editi da saldaPress Liberty Meadows, serie di strisce a fumetti realizzate dal celebre fumettista Frank Cho, e pubblicate originariamente su quotidiani statunitensi (per poi essere tradotte e pubblicate sui giornali di tutto il mondo), a cadenza quotidiana dal 1997 al 2001, per poi continuare in volumi editi da Image Comics (che garantiva maggiore libertà creativa, a detta dello stesso autore) sino al 2006, sebbene tra le due fasi ve ne sia stata un’altra, molto breve, di auto-pubblicazione.

La strisce, la cui narrazione è impostata su una blanda continuity, si svolgono in un prossimo futuro, e narrano le vicende del rifugio per animali Liberty Meadows, nel quale sono ospitati svariati animali che hanno perduto, o sono stati scacciati, dal loro habitat naturale. Tra questi, i personaggi ricorrenti sono l’orso nano (da circo) Ralph, mosso da egocentrismo e voglia di farsi notare associati a pigrizia, la rana toro Leslie, ipocondriaca sino a sfiorare la paranoia e perfetta spalla di Ralph, il maiale Dean, che soffre di alcolismo e tabagismo, il papero Truman, vero e proprio impiastro, il cane Oscar, unico tra gli animali protagonisti a non parlare, e lo stesso Frank Cho, sotto le sembianze di uno scimpanzé soprannominato Macaco.

In Libearty Meadows, inoltre, vi sono anche personaggi umani, come il timido veterinario nerd, Frank, l’aiutante e dinamica psicologa degli animali, Brandy, il direttore del rifugio “appassionato di pesca”, Julius, e altri secondari.

Liberty Meadows è un fumetto di genere volutamente comico, che propone i protagonisti, animali e non, nelle situazioni più svariate ed eterogenee tra loro, sempre con risvolti che sfociano nella gag. Per mezzo di animali, parzialmente antropomorfi e con capacità verbali, l’autore riflette con simpatica ironia sulla abitudini e sulla società americana entro la quale vive, non risparmiandosi su argomenti che variano dagli usi e costumi più folkloristici, alle relazioni uomo-donna e il sesso, sino alla cultura pop più varia, compreso il fumetto supereroistico. In questo caso, Cho utilizza l’animale come avatar dell’essere umano, elemento narrativo abbastanza ricorrente da molto tempo a questa parte: in questo contesto, i protagonisti non umani hanno sviluppato gli stessi comportamenti delle loro controparti, nel bene e nel male, vivendo a stretto contatto con loro e fuori dal loro habitat naturale.

La comicità di Cho in Liberty Meadows è semplice, accessibile e genuina, e la riuscita della gag si dimostra riuscita ed efficace in modo distintamente omogeneo, con alcuni picchi notevoli di ilarità che strappano una naturale risata. L’autore sceglie un registro lieve, non eccedendo mai nella sua critica, che quasi mai si trasforma in satira: qualcuno potrebbe storcere il naso e definirla come troppo “politicamente corretta”, ma in verità questo sarebbe un giudizio fuori fuoco, perché l’intento di Cho è quello di far divertire divertendosi, parlando di situazioni quotidiane a lui note, infarcendole anche con elementi del suo stesso background, come i ripetuti riferimenti a Star Trek e Xena – Principessa guerriera, così come a proprie parafrasi più “nobili” come il rapporto che lega Julius al gigante pesce gatto Khan, che ricorda quello tra il Capitano Achab e il titanico capodoglio chiamato Moby Dick. Non mancano, come sempre, le passioni più dichiarate dell’autore, riassumibili come “apes and babes” (il nickname che lo stesso Cho ha dato al suo blog personale): in queste storie non mancano le meravigliose sinuosità del corpo femminile, così come scimmie (e dinosauri).

Il registro grafico varia abbastanza tra le figure umane, caratterizzate da un elegante realismo (specie dei corpi femminile), a quelle animali, disegnate con uno stile più stilizzato e cartoony: il risultato finale è davvero notevole, e Cho riesce con poche linee a regalare vignette visivamente pregevoli, il cui valore è esaltato dal bianco e nero. Si registrano, inoltre, trovate di storytelling originali e forse persino geniali, come la rottura (letterale) della griglia presente nella prima striscia a pagina 45.