È curioso pensare che l’adattamento a fumetti de L’Isola del Tesoro pubblicato su Topolino sia stato realizzato da Teresa Radice e Stefano Turconi, i due autori de Il Porto Proibito. Quest’opera è stata la più grande sorpresa del mercato italiano nel 2015, e mentre ne sfogliavamo le pagine l’impressione è stata la stessa che si ha quando in giovane età si viene rapiti dai romanzi di Robert Louis Stevenson.

Non è certo un caso che a poche settimane di distanza da quella meravigliosa avventura marinaresca, il settimanale Disney abbia ospitato le quattro puntate di questa trasposizione a fumetti di un classico della letteratura per ragazzi. Le due opere si possono considerare in un certo senso le due facce della stessa medaglia, in cui sono confluiti i mesi di lavoro e documentazione grazie ai quali gli autori sono diventati esperti di galeoni inglesi e vita in alto mare. E in fondo anche i due velieri Explorer e Brasileira si assomigliano…

Il protagonista di questo racconto di formazione è un Topolino ringiovanito, con una corporatura minuta e un ciuffo sbarazzino sulla fronte in grado di trasformarlo in Jim Topkins. Al suo fianco un azzeccato cast formato dall’ex capitano Plottigat, un ambiguo e carismatico Gambadilegno nei panni di Long John Silver, mentre un Pippo bipolare è il naufrago relegato da anni sull’isola dove è nascosto l’ambito tesoro. Il processo di ideale casting effettuato per il fumetto viene approfondito nei contenuti speciali di questa Limited Deluxe Edition, dove assieme a bozzetti dei singoli personaggi viene descritta la fase dei provini e come i singoli “attori” si sono preparati alla loro parte.

Da anni siamo abituati ad accantonare il termine “parodia” nel caso di queste reinterpretazioni disneyane, che non prediligono più l’aspetto umoristico, ma tentano di reinventare celebri romanzi con una chiave originale in grado di adattarsi al target di giovani lettori. Alcune scene violente ed elementi poco indicati per il pubblico di Topolino sono stati modificati rispetto all’opera di Stevenson, ma le modifiche sono quasi sempre ironiche e non vogliono semplificare la storia temendo che i bambini possano non apprezzarla. Anzi, le abbondanti didascalie utilizzano un linguaggio ricercato che vuole ricreare lo stile di narrazione di Stevenson, probabilmente affascinando qualche bambino e spingendolo a scoprire il testo originale.

Graficamente, Turconi riesce come sempre a donare una recitazione e un dinamismo ai personaggi Disney in grado di competere con le produzioni animate. Anche il character design dei comprimari e la cura nel tratteggio delle ambientazioni sono elementi notevoli, ma probabilmente il formato di questa collana è eccessivo per dei disegni nati per le pagine di Topolino. L’artista che ne Il Porto Proibito ha dimostrato di saper lavorare con una maggiore quantità di dettagli, ha infatti mantenuto una semplicità e una stilizzazione propria del fumetto disneyano. Finora la collana Limited Deluxe Edition ha pubblicato soprattutto storie che possono essere considerate eccezioni nella produzione di Topolino (il nuovo PK di Pastrovicchio e Sciarrone, Moby Dick di Mottura, Lo strano caso del Dr. Ratkyll e Mr. Hyde di Celoni), i cui disegni sul settimanale erano quasi sacrificati, e qui potevano finalmente avere il respiro necessario per essere apprezzati al meglio. Ma per fumetti che si assestano su standard di disegno adatti a quel formato, forse una ristampa da collezione potrebbe mantenere il formato di altre collane come la Special Edition o la Definitive Collection.