Sembra ieri quando eravamo qui a parlarvi della prima, innovativa testata tutta a colori targata Sergio Bonelli Editore. Sembra ieri ma questo mese, precisamente il 16 ottobre, Orfani compirà il suo secondo anno di vita aprendosi alla terza stagione editoriale. BadComics.it ha avuto la possibilità di leggere in anteprima l’albo d’esordio firmato da Roberto Recchioni e Luca Vanzella ai testi e da Gigi Cavenago ai disegni: L’aliena.

Veniamo finalmente a conoscenza del Nuovo Mondo che dà il nome a questa miniserie: l’attenzione si sposta sul luogo remoto dove risiede la speranza di una rinascita per l’umanità dopo che la Terra è stata condannata a una fine sempre più incombente. I coloni o i fortunati vincitori della lotteria riceveranno un lavoro, uno stipendio e una casa assicurati all’arrivo sul pianeta, ma non c’è pietà e non ci sono sconti per chi vi giunge da clandestino come Rosa.

La vicenda riparte esattamente da dove si era conclusa con Ringo: C’era una volta… La ragazza, incinta, è ancora una superstite e una braccata come nella saga precedente e sulle sue tracce ci sono ora le guardie automatizzate di frontiera, in gergo “i cani”. Sono tecnologicamente simili ai famigerati corvi anche se completamente meccanici e non meno letali. La giovane donna non è sola però, l’accompagna Host, un piccolo robot senziente che fungeva da assistente di volo sull’astronave su cui viaggiava. Diventa in breve tempo un prezioso alleato e si instaura tra i due un curioso legame che apre anche a situazioni brillanti, richiamando alla memoria dei più esperti fan di comics americani il rapporto tra il supereroe DC Comics Booster Gold e Skeets.

Il nuovo mondo è tuttavia un luogo che riserva pochi momenti di evasione; è una giungla selvaggia e abitata da creature terrificanti. Qui i rimandi sono al capostipite dei film 3D: Avatar. L’ex Pistolero è ancora molto presente per Rosa e soprattutto per il presidente Juric, come capirete dal colpo di scena che chiude l’intenso episodio.

Recchioni, qui insieme a Vanzella, cambia ancora una volta scenario e protagonisti anche se la serie nel suo insieme sembra delinearsi ormai quasi come un’epopea familiare. I due scrittori riescono subito a delineare un trama avvincente e soprattutto aperta a sviluppi imprevedibili, rendendo impossibile al lettore decifrarne il prosieguo (è questo un grande merito finora di tutta la collana). L’impianto grafico qui affidato alle matite di Cavenago e ai colori di Annalisa Leoni, è come sempre di ottima qualità, moderno, accattivante, in perfetta sintonia con una sceneggiatura tamburellante d’azione.

Ultimo pensiero a Matteo De Longis che ha sostituito Emiliano Mammucari alle copertina. È superba la sua aliena.

Bentornati, Orfani.