Se non avete mai letto un fumetto di Zannablù, non sappiamo bene dove abbiate vissuto negli ultimi quindici anni di fumetto italiano. Il cinghiale sempre affamato, ingenuo e dai dentoni color mirtillo ci accompagna ormai da una vita con le parodie e le storie più personali della sua carriera di personaggio comico di grande successo. Quest’anno, al consueto appuntamento di Lucca Comics, ci ha accolti con la sua versione parodiata di The Walking Dead. Attenzione, non tanto il fumetto quanto la serie tv, che viene irrisa tramite i consueti mezzi che Stefano Bonfanti e Barbara Barbieri, alias i Dentiblù, mettono in campo ogni singola volta che ci propongono un nuovo volume.

Comicità burlesca e senza regole in un mondo di suini antropomorfi, messa in ridicolo dei luoghi comuni e dei tormentoni della serie originale, personaggi trattati male, malissimo e presi a schiaffi dalla cattiveria delle battute. Una storia assurda sin dall’esordio e un mondo in cui tutti, ma proprio tutti, sono degli idioti completi. Dallo sceriffo razzista e sciovinista che sparerebbe a chiunque ma è serbino con la moglie che gli mette le corna, alla ninja assassina che non sopporta le freddure raggelanti; dalla ragazza facile e fatalona ma terribilmente (no, davvero… terribilmente) mascolina al giornalista illuso e assillante. Zannablù è semplicemente il perno della storia, la scusa per raccontarla, l’amico scemo di tutti noi che ci si è trovato nel mezzo per caso e, non si sa come né perché, ne è uscito vivo e in gloria.

La formula del fumetto dei Dentiblù è sempre la stessa: totale libertà creativa, comicità che scaturisce dalla trama e che esplode nelle singole trovate comiche e nei motti di spirito che vanno dal tormentone al gioco di parole. Il tutto condito dalla simpatia ormai consolidata del personaggio e dall’abilità nel cogliere ciò che fa tendenza per farci fare quattro risate. Zannablù non fallisce nemmeno stavolta e The Porking Dead è una lettura divertente. Forse meno accessibile, però, di tante altre parodie della coppia creativa, perché parecchio più legata ai riferimenti alla serie tratta dal fumetto di Robert Kirkman. Soprattutto nella costruzione dei personaggi, i riferimenti a fatti e avvenimenti, per quanto famosissimi, visti in tv potrebbero far perdere qualche colpo e qualche trovata comica al lettore.

Highlight del fumetto di quest’anno, il personaggio di Papa Manuel e i sassolini nella scarpa che la sceneggiatura si toglie nel mettere in ridicolo i razzisti di ogni genere e fatta.