Avengers: Age of UltronTra le molte meraviglie con cui ci ha stupito il teaser trailer di Avengers: Age of Ultron, una delle più vistose ed esaltanti è stata sicuramente una versione “fuori scala” dell’armatura di Iron Man, usata dal suo creatore per affrontare il Gigante di Giada in persona… e reggere all’impatto! Come la stragrande maggioranza degli elementi salienti delle pellicole Marvel, anche questa armatura ha una sua precisa origine e una sua storia nel mondo fumettistico: scopriamo come è nata e che ruolo ha avuto la Hulkbuster!

Come recita il popolare detto anglosassone: “Brain vs. Brawn”, cervello contro forza bruta, un archetipo degli scontri che la Marvel non poteva certo ignorare, vantando tra i suoi personaggi di spicco due rappresentanti per eccellenza delle rispettive categorie. Iron Man e Hulk hanno una lunga storia alle spalle, fatta di amicizia e alleanza, ma intervallata da momenti di rivalità e di inimicizia dichiarata, complici le intemperanze incontrollabili del gigante verde e l’hubris del genio industriale, due fattori spesso difficilmente conciliabili. La Hulkbuster altro non è che il tentativo di Stark di produrre tramite l’ingegno qualcosa in grado di reggere al confronto con la forza primordiale nuda e cruda del suo avversario. Che prestazioni fornisce la Hulkbuster una volta collaudata sul campo?

HulkbusterLa sua prima comparsa avviene a metà degli anni 90 (Iron Man #304). Per gli amanti dei tecnicismi alla Stark è considerata un’estensione dell’Armatura Modulare Mk. XI ed è dotata di leve idrauliche in grado di sollevare fino a 170 tonnellate di peso. Per gli amanti dell’estetica diremo invece che le sue linee e il suo aspetto si ispirano molto da vicino a quelle di un altro “peso massimo” dell’Universo Marvel: il Fenomeno, storico nemico degli X-Men.

HulkbusterLa Hulkbuster vede il suo battesimo del fuoco quando Hulk decide di affrontare Stark dopo aver scoperto che una delle sue industrie, la Stane International, è impegnata nella produzione di Bombe Gamma (come quella che trasformò Bruce Banner): lo scontro sarà duro e devastante per il complesso industriale che funge da scenario, ma la Hulkbuster si rivelerà in grado, se non di riportare la vittoria, quanto meno di reggere agli assalti di Hulk e di arrivare a uno stallo. Non si giungerà a un esito finale in quanto i due, dopo l’accanita lotta iniziale, arriveranno a un accordo e interromperanno lo scontro. La Stane in realtà non produce le Bombe Gamma che Hulk temeva potessero essere messe in circolazione, ma è comunque impegnata in altre attività di dubbia legalità, e Stark ne ordinerà la chiusura.

HulkbusterDi tutt’altro tenore è la “rivincita” che va in scena oltre dieci anni dopo, quando le cose sono giunte agli estremi e la situazione non può essere risolta con le semplici parole. Gli Illuminati, le più grandi menti del Marvel Universe, Iron Man compreso, hanno orchestrato una macchinazione per esiliare Hulk su un altro pianeta, e la mettono in atto senza esitare. Naturalmente, le cose non vanno per il verso giusto e presto Hulk fa ritorno sulla Terra, più infuriato che mai e desideroso di reclamare vendetta contro gli ex-alleati che l’hanno tradito. Parliamo di Planet Hulk e del successivo evento World War Hulk, del 2006.

Per l’occasione Iron Man sfodera una nuova versione della Hulkbuster, e stavolta tra i due la lotta è senza esclusione di colpi. Come recita un antico adagio Marvel: più Hulk è arrabbiato e più diventa forte; e il Gigante di Giada (in occasione della sua odissea spaziale ribattezzato lo “Sfregio Verde”) ne ha accumulata fin troppa di rabbia. Stark dal canto suo gioca tutto l’arsenale a disposizione: non solo ha dotato la Hulkbuster di naniti concepiti per annullare i poteri dell’avversario, ma è anche in grado di ordinare un bombardamento nucleare sul campo di battaglia, cosa che fa puntualmente quando la prima mossa non sortisce l’effetto sperato. Ma nemmeno questo è sufficiente a fermare lo Sfregio Verde, alla cui collera per il tradimento degli altri eroi si aggiunge quella di avere appena perso in battaglia una cara amica, Caiera. Dopo che Stark ha dato fondo a tutto il suo arsenale, Hulk devasta non solo la Hulkbuster, ma anche la stessa Avengers Tower, riducendo entrambi in macerie.

hulkbusterStavolta la vittoria è sua.

Con queste premesse, possiamo forse immaginare quali saranno alcuni dei temi e delle scene madri che ci attendono in Avengers: Age of Ultron. La già scoppiettante alleanza tra gli eroi più potenti della terra, che nel primo film non andava oltre qualche scaramuccia, potrebbe trasformarsi in uno scontro molto più cruento tra gli eroi, o almeno tra alcuni eroi (è praticamente certo il coinvolgimento di Stark in un futuro adattamento cinematografico della storyline di Civil War, quindi ha senso che il buon Tony inizi a dimostrare segni di arroganza e di manie di controllo sugli altri eroi). Le scommesse sull’esito e sul ruolo di questo scontro all’interno della trama sono tutte da scoprire, ma almeno un vincitore “virtuale” possiamo già dichiararlo: dopo il finale incerto di Iron Man 3, ci sono ben pochi dubbi sulla continuata presenza e importanza di Robert Downey Jr. nell’universo cinematografico Marvel. Dentro o fuori dall’armatura, come combattente di prima linea o mente strategica dietro le quinte, come eroe pronto a sacrificarsi o promotore politico di un discusso Atto di Registrazione, Iron Man è qui per restare. Con buona pace di Hulk e dei suoi pugni!

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