La vita continua a essere al centro del percorso artistico di Simone Prisco, autore puteolano giunto con Immortali al suo terzo romanzo grafico sotto le insegne di Douglas Edizioni. Dopo aver esplorato il il tema della Famiglia – attraverso i ricordi che ne hanno scandito la fanciullezza – in Vita e aver intrecciato realtà e immaginazione nella sognante ballata Irene, questa volta Prisco si sofferma sull’amicizia con la consueta delicatezza.

Diego, Carlo, Virgilio e Mirko sono amici e stanno vivendo l’ultima estate spensierata della propria infanzia. Di lì a poco, infatti, dovranno vedersela con le scuole superiori e con il carico maggiore di responsabilità che comporta crescere; un ultimo tuffo prima di immergersi in una dimensione completamente nuova, ma solo dopo aver fatto una promessa: rivedersi in quel piccolo angolo di mondo, lo stesso giorno, ogni anno. Come spesso accade, però, anche l’animo più incrollabile può avere dei dubbi, dei ripensamenti, oppure avere degli impedimenti che non gli permettano di raggiungere gli obiettivi prefissati e mantenere le promesse. Succede così che la solennità di un attimo svanisca per sempre.

Alla base di Immortali c’è un soggetto abusato, tanto nella Letteratura quanto nel Cinema, che ben presto si trasforma però in qualcosa di più profondo: quello che a prima vista appare come l’ennesimo racconto di quattro amici il cui cammino viene diviso dalle scelte di vita, si trasforma in un’esperienza catartica con cui esorcizzare ansie e paure.

Questa è una storia vera, ci tiene a precisare Prisco in apertura, non tanto nei personaggi quanto più nello sviluppo: malattia, fallimento, solitudine, incomprensioni, ma anche successo, gloria e amore sono condizioni eterne – immortali, appunto – che attendono e caratterizzano la nostra vita. Diego, Carlo, Virgilio e Mirko si fanno emblema dell’essere umano, delle occasione perse e di quelle afferrate: un’immagine senza tempo che rivive tra le pagine di questo intenso fumetto ricco di sfaccettature.

La storia è divisa in cinque capitoli caratterizzati da salti temporali che progressivamente offrono gli elementi necessari per la comprensione della vicenda; una frammentazione utile a creare le giuste pause e la tensione necessaria a mantenere la lettura coinvolgente, pagina dopo pagina.

Se Immortali riesce a emergere da quel grande calderone in cui stagnano svariate opere generazionali inconsistenti è anche grazie alla qualità delle tavole di Prisco. Lo sviluppo dello stile dell’artista campano procede in parallelo con quello narrativo, e se l’esordio come autore completo aveva risentito della scarsa varietà di soluzioni, in Immortali sono diversi i registri adottati, a riprova di una crescita artistica e di una maggior consapevolezza del medium Fumetto: matite morbide e colori tenui per i segmenti spensierati del passato; un tratto più graffiato, con atmosfere plumbee e oscure, a caratterizzare un presente fatto di frustrazioni e ansie.

La terza, si sa, è sempre la più difficile. Simone Prisco supera in maniera brillante la prova realizzando un’opera non così originale ma di sicuro spessore. Non vediamo l’ora di assistere alla sua prossima evoluzione.