Il segreto dell’Olandese (The Dutchman’s Secret), del 1999, inizia lì dove finiva la cornice ambientata nel “presente” de Il vigilante di Pizen Bluff, capitolo 6B de La Saga di Paperon de Paperoni.

Nella precedente avventura, lo Zione scopriva infatti di essere in possesso da decenni della mappa che conduce al tesoro di Jacob Waltz, detto l’Olandese, personaggio realmente esistito e che, secondo la versione donrosiana dei fatti, Paperone avrebbe conosciuto in gioventù.

Nella realtà, il fantomatico tesoro non è mai stato trovato, mentre ne Il segreto dell’Olandese lo Zione riesce a mettere le mani sull’oro, che si trova in un antico pueblo indiano situato in Arizona. Il tesoro – non tutto quantomeno – non è comunque destinato a rimanere nelle mani di Paperone. I nostri, infatti, scoprono che i preziosi erano stati nascosti, secoli prima, dal missionario italiano Eusebio Francesco Chino, che li avrebbe voluti usare per aiutare gli indiani d’America.

Il segreto dell'Olandese

In passato, Carl Barks aveva dichiarato, in un’intervista, che la conquista del West e lo sterminio dei Nativi americani era stata una “vergogna disgustosa”. In qualche modo il suo erede, Don Rosa, rende omaggio alla visione del Maestro nell’epilogo di questa storia: Paperone, la più grande creatura di Barks, non tiene per sé il tesoro decidendo di lasciarlo al Popolo Rosso. L’Uomo dei Paperi avrebbe sicuramente approvato la scelta!

Una curiosità: in questa storia, Don Rosa stesso fa una piccola apparizione. Anche in questo aspetto, l’erede continua una “tradizione” barksiana, che più di una volta si era divertito ad inserirsi nelle sue storie.

 

Il segreto dell'Olandese

 

D.U.C.K. HUNT

L’omaggio all’Uomo dei Paperi si trova nella vignetta d’apertura, sul sacco di denaro in basso a destra.

 

Il segreto dell'Olandese

 

CHRONO DON ROSA: