Dopo Paperino, Zio Paperone e i nipotini, tocca ad un altro personaggio celebrare un anniversario importante della sua vita editoriale, e si tratta, nuovamente, di una creatura barksiana. Il 1998 segna infatti il cinquantenario di Gastone Paperone.

Il “cuginastro” esordisce nel gennaio del 1948 nella storia Paperino lingualunga (Wintertime Wager) per poi venir caratterizzato definitivamente come fortunato in Paperino e l’isola misteriosa (Race to the South Seas), del 1949.

Eterno rivale di Paperino, Gastone riveste una ruolo centrale nella storia del 1952 Paperino e l’amuleto del cugino Gastone (Gladstone’s Terrible Secret), di cui è celebre la battuta che fa luce sul passato, altrimenti inesplorato, del personaggio: “Molto, moltissimo tempo fa, in un momento di debolezza… ho lavorato!”

Paperino e lo scalognofugo triplo

Da allora Gastone ha rivestito perennemente il ruolo di antagonista spocchioso e antipatico, e sarebbe toccato quindi a Don Rosa approfondire le sue caratteristiche, come fatto per tutti i personaggi dell’universo di Carl Barks.

L’occasione è fornita dalla storia che celebra i cinquant’anni dal suo esordio: Paperino e lo scalognofugo triplo (The Sign of the Triple Distelfink), che approfondisce qualcosa già intravisto nel decimo capitolo della Saga di Paperon De Paperoni, ovvero che la fortuna di Gastone è una caratteristica… ereditaria!

Ne L’invasore di Forte Paperopoli, infatti, intravediamo sua madre, Daphne Duck, insieme ai fratelli Quackmore (futuro padre di Paperino) ed Eider (che avrebbe dato i natali a Abner e Paperoga). Nella breve sequenza scopriamo che Daphne ha una fortuna del tutto paragonabile a quella di Gastone.

Paperino e lo scalognofugo triplo

In Paperino e lo scalognofugo triplo scopriamo finalmente il perché: in un flashback ambientato poco prima della nascita di Daphne, veniamo a sapere che l’imbianchino chiamato da Humperdink (il marito di Elvira, futura Nonna Papera) a verniciare il granaio ha dipinto un amuleto che, secondo lui, porterà fortuna alla nascitura. E così sarà!

La storia ci mostra, però, anche un secondo flashback, ambientato durante l’infanzia di Gastone, il giorno del suo compleanno: scopriamo, così, che il figlio di Daphne è nato lo stesso giorno di sua madre, motivo per cui lo “scalognofugo” funziona anche su di lui. Casualità? O lo stesso amuleto ha dato alla madre un figlio altrettanto fortunato?

Paperino e lo scalognofugo triplo

La festa di compleanno per il piccolo Gastone – che ci fornisce l’occasione di rivedere, sullo sfondo, anche Hortensia e Quackmore, oltre a Della, Nonna Papera e “Nonno Papero”, ci mostra anche il primo scontro tra Gastone e suo cugino, in cui Paperino, nel tentativo di fare un dispetto al “cuginastro” lo salva accidentalmente da un fulmine. Tutto questo, però avviene sul retro del granaio, dove si trova dipinto l’amuleto al rovescio, realizzato in modo che la sfortuna resti alle spalle di Daphne (e di Gastone).

Paperino e lo scalognofugo triplo

La location è “fatale”: da quel giorno in poi, ogni compleanno Gastone sarà perseguitato dalla sfortuna! Ecco che Don Rosa può quindi divertirsi a mostrarci il Papero in una veste inedita, occupato ad evitare (inutilmente) che la malasorte si accanisca su di lui. Nel finale, durante la festa alla fattoria per il compleanno del protagonista, ci pensa Paperino – che voleva sfruttare a suo vantaggio lo scalognofugo – a rimettere a posto la situazione, togliendo al cugino quell’unico giorno di sfortuna che lo perseguitava ogni anno.

Paperino e lo scalognofugo triplo

 

D.U.C.K. HUNT

L’omaggio all’Uomo dei Paperi si trova nella vignetta d’apertura, sul secchiello vicino a Paperino.

 

Paperino e lo scalognofugo triplo

 

CHRONO DON ROSA: