Il 1997 non è solo il cinquantesimo anniversario dell’esordio di Zio Paperone, festeggiato con Zio Paperone in: Qualcosa di veramente speciale, ma segna anche i sessant’anni dalla prima comparsa dei nipotini, Qui, Quo e Qua, che esordiscono nel 1937 in una tavola domenicale comparsa sui quotidiani americani, scritta da Ted Osborne e disegnata da Al Taliaferro.

Q.U.E.S.T.I.O.N.E. D.I. G.E.R.G.O.

In quella prima apparizione, come nelle successive strips e nei primi anni di produzione di Carl Barks, i tre nipotini sono dei discoli monelli che fanno disperare il povero zio – e genitore adottivo – Paperino. Poi qualcosa cambia: con un’inversione dei ruoli cara all’Uomo dei Paperi, Qui, Quo e Qua diventano i piccoli adulti che dimostrano, spesso, di avere più senno e maturità dei loro zii, Paperino e Paperone.

Cosa è successo? Cos’ha determinato questa crescita? Ce lo racconta Don Rosa in Q.U.E.S.T.I.O.N.E.D.I.G.E.R.G.O. (W.H.A.D.A.L.O.T.T.A.J.A.R.G.O.N.), narrandoci come i nipotini entrano a far parte del corpo scoutistico delle Giovani Marmotte. Nel corpus barksiano, infatti, ritroviamo Qui, Quo e Qua improvvisamente parte delle GM, senza che ci venga narrato come e quando questo sia successo. Don Rosa interviene, come suo solito, a narrare i retroscena e a colmare i vuoti, dando sempre più completezza all’universo dei Paperi, almeno per quanto concerne la sua particolare e coerente visione in continuity.

Q.U.E.S.T.I.O.N.E. D.I. G.E.R.G.O.

Non solo: l’autore ne approfitta per svelarci anche i retroscena sulla nascita delle Giovani Marmotte stesse, riprendendo quanto parzialmente visto in altre storie e dandoci un quadro coerente dai tempi di Cornelius Coot ad oggi (pardon, agli anni ’50!), attraverso varie generazioni di Coot: Cliton, Elvira e infine i bisnipoti della stessa “Nonna Papera”: Qui, Quo e Qua.

Q.U.E.S.T.I.O.N.E. D.I. G.E.R.G.O.

In più di una sequenza, inoltre, viene suggerita la questione, mai apertamente affrontata, dell’affido dei nipotini a Paperino. Il lungo flashback si apre proprio quando i tre bambini sono appena stati affidati allo zio e si rifiutano di obbedirgli in quanto non è un genitore. Don Rosa si spinge ancora oltre, facendo discutere Paperino e Paperone sulla stessa Della, alludendo nel modo più diretto possibile alla questione, come vediamo in questa vignetta, in cui scopriamo che Paperino si è fatto carico dei nipoti perché lasciatigli per espressa volontà della sorella. Nessun indizio, ovviamente, su cosa abbia portato la madre dei nipotini a questa scelta. E su dove lei e il marito si trovino.

Q.U.E.S.T.I.O.N.E. D.I. G.E.R.G.O.

Ad ogni modo è proprio in questa storia che Paperino guadagna, agli occhi dei suoi nipotini, lo status di vero e proprio genitore adottivo, come attesta la commovente sequenza in cui Qui, Quo e Qua gli offrono l’onorificenza di U.N.C.A.D.O.N.A.L.D. (P.A.P.E.R.I.N.O. in traduzione italiana).

Q.U.E.S.T.I.O.N.E. D.I. G.E.R.G.O.

 

D.U.C.K. HUNT

L’omaggio all’Uomo dei Paperi si trova nella vignetta d’apertura, tra le pieghe della stoffa del divano su cui siede Paperino. Non è tuttavia, l’unico easter egg presenta nella storia. Facendo uno strappo alla sua regola, Don Rosa omaggia i creatori di Qui, Quo e Qua ben due volte. Nella prima vignetta della storia, infatti, possiamo vedere un foglio di carta poggiato su un tavolo con ritratti i nipotini insieme ad una serie di lettere e numeri: T.O. + A.T. sono le iniziali di Osborne e Taliaferro, mentre “10-17-37” è la data d’esordio dei tre piccoli paperi: il 17 ottobre del 1937. I due fumettisti vengono, inoltre ritratti come alti graduati delle Giovani Marmotte nella storia stessa.

 

CHRONO DON ROSA: