Se non sapessimo che il duo creativo composto da Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio ha ancora una storia di PK in serbo per noi, questa quarta e ultima parte de Il Marchio di Moldrock, contenuta su Topolino 3208, in edicola da domani, potrebbe sembrare la perfetta conclusione del percorso iniziato tre anni fa con Potere e Potenza e, al contempo, il punto di partenza di molte potenziali avventure che aspettano di essere narrate e di cui la storia di questa settimana, forse, ci mostra qualche spiraglio.

Difficile commentare il finale de Il Marchio di Moldrock senza fare spoiler; basti dire che difficilmente questa storia potrà non emozionare i lettori più affezionati. La magnifica conclusione, a livello di storytelling, è supportata in ambito artistico da tavole di grande impatto capaci di emozionare, dove Pastrovicchio ha modo di mettere in scena diversi “pesi massimi” in scenografici combattimenti.

Oltre a PK, il numero presenta anche il gradito ritorno di Pietro B. Zemelo alla sceneggiatura di Topolino e la biblioteca infinita, su disegni di Luca Usai. Zemelo imbastisce un’ottima trama con Topolino ed Eta Beta alla ricerca della misteriosa biblioteca che dà il titolo alla storia, attraverso una ben articolata caccia al tesoro in varie città d’America.

Come già accaduto in passato, lo sceneggiatore gioca con aspetti poco noti, o dati per scontati, del mondo topolinese, in questo caso narrandoci qualcosa in più sugli uomini del futuro, di cui Eta Beta è un rappresentante, e al contempo portandoci un passo oltre lo stesso Uomo del 2000. Il concetto stesso della Biblioteca infinita, che visivamente richiama Interstellar di Christopher Nolan, è estremamente intrigante e, insieme ai suoi guardiani, qualcosa che speriamo di ritrovare in qualche storia futura.

Abbiamo anche, a un anno di distanza, il ritorno de I racconti di Edgar Allan Paperoe, di Riccardo Secchi, con Le indagini di Auguste Duckpin, per i disegni del giovane e bravissimo Libero Ermetti. La struttura é la stessa del precedente episodio: il giovane Paperoe, “interpretato” da Paperino, vive in prima persona le avventure che ispireranno racconti futuri; in questo caso al fianco di Auguste Duckpin, versione papera di Auguste Dupin, che ha le fattezze di Pico De Paperis.

Completano il numero la storia breve Paperoga con la testa tra le nuvolette, di Tito Faraci e Renata Castellani, e un’autoconclusiva della serie Ciclopaperi, di Tito Faraci e Lara Molinari.