Il vigilante di Pizen Bluff (The Vigilante Of Pizen Bluff), del 1996, è il cosiddetto capitolo 6B della Saga di Paperon de’ Paperoni. La storia fa riferimento a un preciso “fatto barksiano”, ovvero la permanenza di Paperone nella città di Pizen Bluff, accennata dall’Uomo dei Paperi in un breve flashback di Zio Paperone e la miniera fantasma di Pizen Bluff (Return To Pizen Bluff), del 1959.

In realtà, le due storie sono quasi completamente svincolate l’una dall’altra. Nella breve avventura barksiana (appena sei tavole), lo Zione torna con i nipoti nella città fantasma per riprendere il lavoro di scavo della sua concessione, abbandonato tanti anni prima a causa della scoperta di un ricco giacimento situato a Rawhide, 100 miglia a nord di Pizen Bluff.

La storia di Don Rosa si colloca dopo l’abbandono della miniera e quasi non ne fa riferimento, in quanto la storyline è stata risolta direttamente dallo stesso Carl Barks.

Il vigilante di Pizen Bluff

Don Rosa sfrutta invece la città fantasma di Pizen Bluff – che decide di localizzare in Arizona – e il particolare timeframe, 1890, per far intrecciare ancora una volta finzione e realtà. Il giovane Paperone, che per l’occasione incontra nuovamente lo zio Angus Manibuche, ha già avuto a che fare con parecchi personaggi storici, Buffalo Bill, Geronimo, Annie Oakley e Phineas T. Barnum, che, nella finzione disneyana come nella realtà, stavano portando in giro per gli Stati Uniti e l’Europa il loro spettacolo itinerante Wild West Show.

Nella storia, anche lo zio Manibuche è parte del cast dello show con una versione… “particolare e romanzata” degli avvenimenti de Il Signore del Mississippi (secondo capitolo della Saga). In alcuni divertenti siparietti metafumettistici, Angus suggerisce al nipote che potrebbe essere un ottimo protagonista per una serie di narrazioni per immagini sequenziali… ovvero che sarebbe il perfetto personaggio di un fumetto!

Il vigilante di Pizen Bluff

Questo capitolo 6B della Saga, oltre a recuperare un importante elemento barksiano ignorato inizialmente nella stesura dei dodici capitoli originali, getta le fondamenta per una successiva avventura dell’autore del Kentucky: Il segreto dell’Olandese. Nell’apertura de Il vigilante di Pizen Bluff, infatti, Paperone incontra Jacob Waltz, minatore tedesco realmente esistito e soprannominato, appunto, “l’Olandese”, il quale, considerandosi ormai troppo vecchio per l’avventura, “prima di tirare le cuoia” disegna la mappa per il nascondiglio del suo oro e decide di donarla al meritevole Paperone.

Dopo aver ignorato per tanti anni la mappa conservata dall’incontro con Waltz, e resosi conto, infine, che si tratta delle indicazioni per la miniera perduta dell’olandese (che si crede realmente esistente), Paperone prenderà una decisione che prelude alla futura avventura donrosiana del 1999.

 

D.U.C.K. HUNT

L’omaggio a Carl Barks è nella vignetta d’apertura, tra le pagine dei libri dei ricordi di Zio Paperone e nella copertina dedicata, nascosto tra le pietre sullo sfondo.

 

CHRONO DON ROSA: