Chrono Don Rosa #52: Zio Paperone e il tesoro dei dieci avatar

tempo di lettura 4'
Siamo nel 1996 e la produzione donrosiana comincia a diventare, via via, sempre più mirata e meno abbondante di un tempo. L’autore, infatti, diminuisce il numero di storie prodotte, che calano a tre o quattro all’anno (e diminuiranno ulteriormente, negli anni 2000, a due o addirittura una sola ogni dodici mesi).

Al contempo, però, sembra ormai chiaro che nessun fumetto prodotto dell’artista del Kentucky sia una storia “casuale”. Con l’esclusione di un paio di (memorabili) avventure basate sulle gag, l’autore ha tracciato in modo chiaro quella che è la strada della sua narrazione e ogni nuova storia ha una precisa collocazione e una ragion d’essere, un messaggio specifico e la voglia di puntualizzare o chiarire quel retroscena o quel dettaglio ancora inspiegato.

Il tesoro dei dieci avatar (The Treasure of the Ten Avatars) è un magistrale esempio di storia in cui tutte le caratteristiche del mondo dei Paperi donrosiani emergono e si amalgamano in una trama ricca di avventura, umorismo e ricerca storica. L’avventura in una terra esotica, in questo caso l’India, richiama alla mente il filone di simili avventure barksiane, ma il meccanismo preciso con cui è costruita la trama rivela chiaramente la puntigliosità di Rosa.

La proverbiale precisione dell’artista del Kentucky emerge anche, come in altre storie, dalla precisa ricerca storica: siamo ai confini orientali di quello che 2.300 anni fa era l’impero di Alessandro Magno, di cui Rosa ci fornisce una spiegazione al perché il condottiero macedone abbia interrotto la sua avanzata verso oriente proprio nel Punjab, dove si sono recati i Paperi. A quanto pare quelle terre nascondono un segreto spaventoso, ma anche un ricco tesoro da scoprire…

Il tesoro dei dieci avatar

Il viaggio dei Paperi nel vicino tempio Indù rappresenta un unicum nell’universo disneyano. I fumetti dei Paperi (e dei Topi) hanno sempre evitato riferimenti alla religione: Don Rosa stesso, circa l’inclusione del Santo Graal in Una lettera da casa, afferma che per lui l’artefatto non è che un calice a cui i templari hanno dato un valore sacrale, nulla di più.

Forse, prima di Il tesoro dei dieci avatar, l’accenno più palese alla religione era stato l’esordio della cattedrale paperopolese di Notre Duck nella barksiana Zio Paperone e i misteri della cattedrale. In questa storia, invece, Rosa non si pone problemi a parlare delle divinità induiste e mostrarne le statue… fino a paragonare Zio Paperone a Ganesha: entrambi, infatti, sono “dei del successo”!

Questa storia, inoltre, rappresenta un passo avanti, da parte di Don Rosa, nella gestione del personaggio di Paperino. Troppe volte, infatti, Donald Duck era stato relegato dall’autore a mera fonte di gag slapstick. In questi ultimi dieci anni di carriera, però, Rosa mostrerà un’attenzione sempre maggiore per il personaggio, fino a rendergli degnamente omaggio con Q.U.E.S.T.I.O.N.E.D.I.G.E.R.G.O. e con le due storie dedicate ai Tre Caballeros.

Un Paperino più sfaccettato e completo permette all’autore di basare le gag non più solo sulla fisicità e sulla goffaggine, ma tra memorabili scambi di caustiche battute tra lui e Zio Paperone che, un’ennesima volta, si rivela lo Scrooge proprio della “poetica” donrosiana, capace di mettere la giustizia e l’amore per l’avventura al di sopra del mero guadagno personale.

Il tesoro dei dieci avatar

 

D.U.C.K. HUNT

L’omaggio a Carl Barks è presente nella vignetta d’apertura (nell’acqua del fiume) e nella copertina dedicata (tra i petali del fiore sulla destra).

 

 

CHRONO DON ROSA:

http://www.badcomics.it/2017/01/chrono-don-rosa-34-la-saga-di-paperon-de-paperoni-capitolo-5-il-nuovo-proprietario-del-castello-de-paperoni/139315/