Il numero 3204 di Topolino, in edicola da domani, è parzialmente dedicato alla Giornata mondiale per la Terra, che si celebra il 22 aprile, con la copertina a tema realizzata da Giorgio Cavazzano e ben due storie “ecologiche”.

La prima di queste è Topolino e le bioplastiche dallo spazio profondo, di Fausto Vitaliano e Marco Mazzarello, che vede Topolinia – come l’intero pianeta – minacciata da un’invasione extraterrestre. Il messaggio ecologista, a ben vedere, si perde un po’ nella trama fantascientifica e risulta, in ultima analisi, poco più che una morale di fondo.

Morale ecologista che è ancora più palese nella seconda avventura dell’albo, Le Giovani Marmotte e l’impronta dal futuro, di Matteo Venerus e Lucio Leoni, che ci presenta Qui, Quo e Qua insolitamente divisi su tre diversi fronti, sebbene la storia ne congiunga, alla fine, gli sforzi. Da buone GM, i tre nipotini sono in prima linea per la difesa dell’ambiente, per quanto risulti eccessivamente semplicistico che l’organizzazione scoutistica paperopolese riesca, da sola, a mettere in ginocchio i progetti di un colosso finanziario poco attento all’ecologia.

Il piatto forte del numero è rappresentato, invece, dalle storie slegate dall’Earth Day, come la divertente riempitiva Paperino e la fuga fortunosa, di Tito Faraci e Francesco Guerini, che coglie in maniera divertente il sempreverde rapporto conflittuale tra Paperino e Gastone, e soprattutto Paperino e la leggenda delle pietre rotolanti, che vede Blasco Pisapia all’opera come autore unico, con ottimi risultati.

L’avventura ha il fascino delle grandi storie d’altri tempi, con lo Zione e i nipoti in viaggio in Bretagna, dove Paperino ha vinto misteriosamente una proprietà. I personaggi sono perfettamente caratterizzati e danno il meglio di loro, in un’avventura che mescola location relativamente esotiche e magia, in un mix perfettamente funzionante e che richiama alla memoria i classici di Barks, Scarpa o Cimino.

Completano il numero la riempitiva Trudy e il trasporto eccezionale, di Marco Bosco e Renata Castellani, e un’autoconclusiva della serie Paure, fobie & co., di Alessio Coppola.