Chrono Don Rosa #46: Zio Paperone e il Solvente Universale

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Come già successo in Zio Paperone e un fiume di soldi – e come si ripeterà altre altre volte in futuro – Don Rosa si diverte con le leggi della fisica portandole alle loro estreme conseguenze. Anche per Zio Paperone e il solvente universale (The Universal Solvent, del 1995) il motore degli eventi è un’invenzione di Archimede: lo scioglitutto, una sostanza in grado – com’è facilmente intuibile – di sciogliere qualsiasi materiale, tranne i diamanti, per scelta di Archimede stesso, che necessita di un materiale in grado di contenere il portentoso e pericoloso ritrovato.

Zio Paperone e il Solvente UniversalePer Zio Paperone anche il solvente universale è, come ogni altra cosa, una potenziale fonte di guadagno. Ma il plutocrate non prende sul serio il pericolo che rappresenta la sostanza (quando mai lo fa, accecato dalla sete di guadagno?). Ed ecco quindi che il liquido, versato sul suolo per dimostrarne pubblicamente le doti, comincia a forare la crosta terreste; e, come conferma Archimede, non smetterà di farlo finché non avrà raggiunto il centro della Terra, dissolvendolo, con risultati disastrosi per la magnetosfera del pianeta, che lo renderà vittima dei bombardamenti del vento solare. Questo solo per cominciare, dando il via a una catena di eventi che finirà per distruggere la Terra.

Paperone e nipoti si mettono dunque in viaggio verso il nucleo terrestre per raggiungere il solvente prima che inneschi del tutto la spaventosa reazione a catena. Una corsa contro il tempo in una storia in cui non ci sono nemici da sconfiggere e malvagi che cercano di mettere i bastoni fra le ruote ai Paperi: questa volta il divertimento è tutto nel vedere i Paperi avere a che fare con le reazioni fisiche del solvente che, se non accurate scientificamente, sono quantomeno dotate di una solida coerenza interna narrativa. Nel fare questo, l’autore rompe in più occasioni la tradizionale gabbia a otto vignette tipica del fumetto Disney d’oltreoceano, così da rendere al meglio la penetrazione dei nostri nelle viscere del pianeta.

Una volta sventato il pericolo, come spesso accade in questi casi, Zio Paperone mette il buon senso davanti al guadagno e decide che il solvente universale è qualcosa di troppo pericoloso per essere utilizzato a fini commerciali, e la pratica sembra definitivamente archiviata. Ma non lo rimarrà a lungo: la sostanza farà presto gola ad Arpin Lusène, ladro gentiluomo francese (e unico comprimario creato da Don Rosa) che in due storie successive minaccerà il patrimonio del miliardario.

 

D.U.C.K. HUNT

In questa storia è assente l’omaggio a Carl Barks. Vi sono, tuttavia, tre divertenti easter egg. I primi due sono nella tavola d’apertura: nella prima vignetta è possibile vedere, appeso alla parete del laboratorio di Archimede, un ritratto di Cacciavite Pitagorico, nonno di Archimede apparso nella Saga di Paperon de’ Paperoni.

Nella quinta vignetta, invece, in cui Archimede dimostra a Paperone il funzionamento del solvente universale, vediamo una goccia del composto attraversare materiali via via più resistenti: piombo, ferro, acciaio, acciaio al tungsteno, acciaio al carburo, acciaio al titanio, impervium e infine… un contratto Disney! Il lettore al corrente con le tante polemiche intercorse fra l’autore del Kentucky e la casa madre non può non sorridere a questa stoccata inserita da Rosa e che, in un modo o nell’altro, è arrivata fino all’albo stampato.

La terza curiosità, vero e proprio omaggio barksiano, è il cammeo di Terrini e Fermini, gli abitanti del sottosuolo provenienti da Zio Paperone e i terremotari, del 1956.

 

CHRONO DON ROSA:

http://www.badcomics.it/2017/01/chrono-don-rosa-34-la-saga-di-paperon-de-paperoni-capitolo-5-il-nuovo-proprietario-del-castello-de-paperoni/139315/