Il secondo episodio della serie TV Marvel/Netflix Iron Fist, Dall’ombra il falco spicca il volo, diretto da John Dahl, vede Danny Rand internato contro la sua volontà in un ospedale psichiatrico: nessuno ha infatti creduto alla sua storia, in primis i fratelli Ward e Joy Meachum che lo hanno ingannato e fatto finire in questa spiacevole situazione. Impossibilitato ad accedere ai suoi mistici poteri a causa dei farmaci che gli vengono somministrati, il protagonista deve cercare a tutti i costi qualcuno che possa stare dalla sua parte cosicché possa essere dimesso. Oppure provare a evadere.

Nel frattempo, però, sia Collen Wing che un Harold Meachum vivo e vegeto, si interessano al caso del senzatetto che afferma di essere il figlio di Wendell e Heather Rand creduto morto da tempo assieme ai genitori in un incidente aereo, le cui dinamiche scopriamo grazie a un flashback.

Harold sembra nascondere più di un segreto – oltre al fatto che il mondo lo crede morto – e potrebbe avere delle misteriose connessioni con la cabala criminale orientale nota come La Mano, che già abbiamo avuto modo di conoscere seguendo Daredevil.

Crane Mother

Crane Mother

In questo secondo episodio, che eredita dal primo una struttura narrativa decompressa, scopriamo qualcosa di più sull’origine segreta di Danny Rand come Iron Fist: sopravvissuto allo schianto, il protagonista è stato trovato sulle vette innevate dell’Himalaya da due monaci di nome Chodak e Tashi, appartenenti all’Ordine della Madre Gru (“Order of the Crane Mother” in originale), nei pressi mistica città di K’un Lun, definita una della Sette Capitali del Paradiso.

Per quanto questo ordine sia una creazione originale dello show, va detto che nei fumetti esiste un personaggio di nome Crane Mother (Madre Gru) – ideato da Ed Brubaker e Matt Fraction sulle pagine di Immortal Iron Fist #4 (2007) – reggente della mistica città di Ku’n-Zi, un’altra delle Sette Capitali del Paradiso.

Riguardo ad Harold Meachum, l’iterazione televisiva del personaggio pare molto più gioviale del suo corrispettivo a fumetti; inoltre nel corso dei quindici anni in cui Danny è stato lontano da New York, l’uomo non pare essere invecchiato di un giorno, tanto da sembrare quasi coetaneo di suo figlio Ward.

Oltre alle suddette connessioni con La Mano, Harold sembra sapere molto più di quanto faccia credere sulle arti mistiche, e la sua giovinezza – così come il fatto di aver inscenato la propria morte – potrebbe avere a che fare con tutto ciò.

Harold Meachum

Harold Meachum

Dall’ombra il falco spicca il volo mostra finalmente Danny usare il suo potere di Iron Fist nell’apprezzabile sequenza finale dell’evasione dall’ospedale psichiatrico, senza dubbio il momento più bello visto sinora nello show. Questa capacità si manifesta con un’evidente luminescenza dorata tra il pugno e l’avambraccio destro.

È il protagonista a spiegarci qualcosa sui suoi poteri: concentrandosi, Iron Fist è in grado di evocare il suo chi e incanalarlo nella sua mano, che diventa una vera e propria arma vivente indistruttibile, in grado di sprigionare una forza sovrumana. Il ruolo dichiarato del campione di K’un Lun è quello di essere il nemico giurato della Mano, l’unico in grado di distruggerla (proprio come nei fumetti Marvel).

Il dottor Paul Edmonds dell’ospedale psichiatrico fa riferimento a un misterioso “incidente” che avrebbe portato molte persone a credere di avere dei superpoteri: potrebbe riferirsi all’improvvisa e progressiva apparizione degli Inumani nell’Universo Cinematografico Marvel, come narrato nella serie TV Agents of S.H.I.E.L.D.

Infine, Harold Meachum intona la canzone Danny Boy, ballata popolare irlandese il cui testo è stato scritto dall’avvocato Frederick Weatherly nel 1910 e musicato sul motivo pre-esistente Londonberry Air. La versione più famosa di questo brano è senza dubbio quella incisa da Johnny Cash nel 1965.

 

Iron Fist