Il decimo capitolo de La Saga di Paperon de’ Paperoni, dal titolo L’invasore del Forte Paperopoli (The invader of Fort Duckburg), del 1993, ci porta finalmente nel familiare territorio paperopolese; familiare fino a un certo punto, perché la Paperopoli del 1902, anno in cui è ambientata la storia, è molto diversa da quella degli anni ’50 delle storie “classiche”.

Gran parte del territorio attorno alla Collina Ammazzamuli (che proprio qui vediamo cambiare nome in “Ammazzamotori”) è di proprietà di Elvira Coot (la futura Nonna Papera), che fa finalmente il suo ingresso nelle vicende della Saga, insieme al resto della famiglia Duck.

Sfruttando l’albero genealogico stilato da Carl Barks negli anni ’50, Don Rosa ricostruisce il ramo americano della famiglia: abbiamo, infatti, modo di conoscere il marito di Elvira, Humperdink, e i suoi tre figli: Quackmore, Daphne ed Eider.

L’invasore del Forte Paperopoli

I primi due – rispettivamente futuro padre di Paperino e futura madre di Gastone – fanno qui il loro esordio fumettistico, essendo stati in precedenza solo un nome nell’albero genealogico barksiano.
Eider Duck, invece, era già stato menzionato in Paperino e il falco, del 1944, dove fa la sua unica apparizione il figlio, Abner “Chiarafonte”.

L’invasore del Forte Paperopoli, oltre a segnare un grandioso nuovo incontro tra Scrooge e Theodore Roosevelt, all’epoca presidente degli Stati Uniti, ci mostra come ormai moltissimi pezzi del puzzle comincino ad andare al loro posto: Paperone, preso possesso della famosa collina, è deciso a trasformare il villaggio di Paperopoli nella capitale del suo impero finanziario. Tornano poi in scena i Bassotti (i genitori dei Bassotti “classici”) dando formalmente il via ai tentativi di furti ai danni di Paperone che si sarebbero protratti per cinquant’anni… e oltre!

Questo capitolo segna l’inizio della famiglia dei Paperi come la conosciamo, in un certo senso. L’incontro (e l’innamoramento) tra Quackmore e Ortensia, come sappiamo, darà i natali a Paperino. E, come dice il futuro nonno Humperdink: “Tremo all’idea di chi potrebbe nascere dall’unione di quei due caratterini!”

Infine, il decimo episodio della Saga fa entrare trionfalmente in scena uno dei simboli stessi dell’universo dei Paperi: il deposito di Zio Paperone, che viene costruito proprio durante gli eventi de L’invasore del Forte Paperopoli.

Uno dei maggiori problemi, per Rosa, è stato proprio far quadrare le discordanti informazioni date da Barks circa la costruzione dell’edificio. In Zio Paperone e la ghiacciata dei dollari, del 1951, sembra che il deposito sia fresco di costruzione, mentre in Zio Paperone e i guai del progresso, del 1956, Scrooge sostiene che sia stato costruito addirittura settant’anni prima, data inconciliabile con qualsiasi altra datazione barksiana.

L’invasore del Forte Paperopoli

L’interpretazione di Rosa, semplicemente, è che il deposito sia stato costruito non appena il miliardario si è stabilito nella città del Calisota; in fondo, non è tanto importante da quando l’edificio sia sulla collina, quanto – come afferma lo stesso Papero nell’ultima emozionante vignetta – che resterà lì per sempre!

 

D.U.C.K. HUNT

La dedica a Carl Barks è presente nella tavola di apertura (sulla cornice nella prima vignetta) e nella copertina dedicata (sulla banconota ai piedi di Paperone).

 

CHRONO DON ROSA: