Il nono capitolo de La Saga di Paperon de’ Paperoni – Il miliardario di Colle Fosco, del 1993 – funge fondamentalmente da raccordo tra le vicende della giovinezza avventurosa di Scrooge e la seconda fase della sua vita, che lo vedrà impegnato a costruire un impero finanziario con base a Paperopoli.

L’incipit dell’episodio permette all’autore di chiudere la lunga parentesi del Klondike, per far dirigere il protagonista – ormai miliardario – al castello di famiglia, dove è deciso a trasferirsi in pianta stabile. Per chi, come lui, ha girato il mondo due volte e ha vissuto avventure di ogni tipo, la campagna scozzese si rivela, però, periferica e provinciale, inadatta alle velleità del giovane imprenditore.

Come abbiamo già visto in una delle prime storie di Don Rosa, L’ultima slitta per Dawson, durante la permanenza nello Yukon, Scrooge aveva avuto modo di acquistare un piccolo appezzamento di terra a Paperopoli, nello stato del Calisota: la Collina Ammazzamuli. È lì, in terra americana, che il Nostro decide di trasferirsi. Ma questa volta con lui verranno le sorelle, scelta che – come vedremo – risulterà fondamentale per il futuro della cosiddetta “dinastia dei Paperi”!

Il miliardario di Colle Fosco

Come già nel capitolo precedente, anche qui Don Rosa tratta il tema della morte, in maniera, però, molto più approfondita che in precedenza. Vediamo, infatti, Paperone sulla tomba della madre, un qualcosa di unico nel fumetto Disney e un evento destinato a ripetersi solo una volta (sempre per mano dell’artista del Kentucky). Inoltre, alla fine della storia, assistiamo – seppur in modo poetico – al trapasso di Fergus, che si riunisce così alla moglie e agli avi del Clan.

I riferimenti barksiani in, Il miliardario di Colle Fosco, sono numerosi. Per l’incipit ambientato nel nord America, Don Rosa riprende i “fatti” citati in Zio Paperone e la disfida dei dollari (1952), Zio Paperone e il re del fiume d’oro (1958), Zio Paperone e la corsa all’oro (1964) e Zio Paperone a nord dello Yukon (1965). Sul fronte scozzese, invece, incontriamo a versione giovanile di Piva, il custode del Castello McDuck apparso in Paperino e il segreto del vecchio castello, del 1948.

Importante anche la citazione di Zio Paperone e il vello d’oro, del 1955; in questa storia, Carl Barks fa affermare a Paperone che comprò la sua storica palandrana nel 1902 in Scozia… cosa che vediamo fare proprio in questo capitolo. Pian piano, l’aspetto del protagonista si avvicina sempre di più a quello classico della sua vecchiaia.

La partenza degli ultimi McDuck per l’America, inoltre, viene fatta con i barili contenenti il primo miliardo di dollari di Paperone, che sarebbero stati i primi soldi del suo futuro deposito, come viene detto in Paperino e il pezzo da venti, del 1951.

 

Music Inspired by the Life and Times of Scrooge

A questo capitolo è dedicata la traccia Goodbye, Papa dell’album di Tuomas Holopainen che fa da colonna sonora alla Saga, ascoltabile qua sotto tramite Spotify.

 

 

D.U.C.K. HUNT

La dedica a Carl Barks è presente nella tavola di apertura (tra le righe del giornale) e nella copertina dedicata (sul cappello di Piva).

 

CHRONO DON ROSA: