Fedele all’opera barksiana e desideroso di non saltare nemmeno un riferimento, tra quelli che l’Uomo dei Paperi ha messo in bocca a Zio Paperone, Don Rosa fa slittare il tanto atteso Klondike di un ulteriore episodio della sua Saga.

Basandosi, come per il sesto capitolo, su un’affermazione fatta dal miliardario in Zio Paperone e la corsa all’oro, del 1964, l’autore catapulta il protagonista in Australia, in questo settimo capitolo, Il leggendario Papero del deserto d’Australia (Dreamtime Duck of the Never Never), del 1993.

Nel Nuovissimo Mondo, troviamo un Paperone tendenzialmente più duro, segno che, ormai, le esperienze e i brutti incontri stanno cominciando a segnarlo. Non tanto, però, da farlo venir meno ai suoi principi di onestà. Non sarebbe difficile, infatti, per il cercatore, impadronirsi di un opale, sacro alla tribù di aborigeni di cui incontra uno sciamano; ma, come dice a se stesso, è inutile essere zeppo di dollari, se non si ha stima di sé!

La sua scelta si rivela fondamentale: le conoscenze sciamaniche finiscono per indicare la via a Paperone, che si scopre protagonista di antiche pitture rupestri. Il futuro Papero più ricco del mondo ora sa che il successo lo aspetta nello Yukon!

Il leggendario Papero del deserto d’Australia

Il leggendario Papero del deserto d’Australia presenta inoltre alcune curiosità: intanto va notato che l’incipit, al Castello McDuck, che mette in scena papà Fergus e suo fratello Jake invecchiati dalla loro ultima apparizione, rappresenta l’ultima volta in cui vediamo apparire lo zio di Paperone; dobbiamo quindi supporre sia morto prima degli eventi del nono capitolo, che vedono Scrooge tornare in Scozia.

Ci sono, inoltre, alcuni richiami alle vicende di Paperone con i Fratelli Dalton, banditi attivi a fine ‘800 in Kansas e Nebraska. Il riferimento a questi eventi, accaduti tra lo scorso capitolo e questo, sono un chiaro rimando alla battuta dello Zione in Zio Paperone e la disfida dei dollari, storia di Barks del 1952. Don Rosa avrebbe poi narrato per esteso l’episodio in uno dei suoi “capitoli bis” della Saga, Il vigilante di Pizen Bluff, del 1998.

 

Music Inspired by the Life and Times of Scrooge

A questo capitolo è dedicata la traccia Dreamtime dell’album di Tuomas Holopainen che fa da colonna sonora alla Saga e che si può ascoltare tramite Spotify qui:

 

 

D.U.C.K. HUNT

La dedica a Carl Barks è presente nella tavola di apertura (sulla piuma nella prima vignetta) e nella copertina dedicata (sulle ginocchia della cavalcatura di Paperone).

 

CHRONO DON ROSA: