Finalmente ci siamo. È il 1992 e Don Rosa è in attività da cinque anni, periodo di tempo in cui ha messo a punto la sua visione rigorosa dell’universo dei Paperi, fatta di coerenza storica e geografica, ma soprattutto di ferrea adesione all’opera barksiana.

In questo contesto, caratterizzato da una narrazione storicizzata e protagonisti umani – dei paperi sono rimaste solo le fattezze – che nascono invecchiano e muoiono, era probabilmente troppo forte la tentazione di riordinare organicamente tutti gli indizi lasciati nelle sue storie dall’Uomo dei Paperi circa la giovinezza di Zio Paperone.

E così è: con una lunghissima epopea in dodici capitoli (a cui si aggiungeranno vari extra nel corso degli anni) e che vincerà un Premio Eisner come “Migliore Storia a Puntate” nel 1995, esordisce sulla rivista danese Anders And & Co. La Saga di Paperon de’ Paperoni (The Life and Times of $crooge McDuck) con il primo capitolo L’ultimo del Clan de’ Paperoni (The Last of the Clan Mcduck).

L'ultimo del Clan de' Paperoni

È il 1877. Il futuro Papero più ricco del mondo ha appena dieci anni (nella visione donrosiana, Zio Paperone nasce nel 1867 e muore, centenario, nel 1967, anno del pensionamento di Carl Barks). In questo primo capitolo facciamo la conoscenza degli ultimi eredi dell’ormai decaduto Clan McDuck, ovvero i genitori e le due sorelle di Scrooge, di cui una di esse, Ortensia, è destinata a diventare la mamma di Paperino.

E ritroviamo elementi cari ai lettori barksiani, come l’antico Castello McDuck apparso in Paperino e il segreto del vecchio castello (Donald Duck and the Old Castle’s Secret, del 1948) e ne Il clan di Zio Paperone (Hound of Whiskerwiles, del 1960). Lo stesso clan nemico dei Whiskerwiles è presente nel fumetto.

Il fulcro della storia, però, è lo storico momento in cui Paperone guadagna, con il lavoro di lustrascarpe, la sua prima moneta, quel decino destinato a diventare la celebre Numero Uno, fonte d’ispirazione per il nostro. E non un portafortuna. La fortuna, ricordiamocelo, non c’entra nulla con il successo di Paperon de’ Paperoni, che raggiungerà solo imparando ad essere “il più furbo dei furbi e il più duro dei duri”, come afferma, qui, per la prima volta.

L'ultimo del Clan de' Paperoni

Ma… un decino americano? In Scozia? Don Rosa ha una risposta anche per questa apparente contraddizione. Non solo: in ottica di una storicizzazione della Saga, l’autore del Kentucky arriva anche a individuare nella Numero Uno una moneta da dieci centesimi “Seated Liberty” del 1875.

E proprio per l’America si imbarca il giovane Scrooge al termine dell’episodio. Con una domanda:

 

Chissà se avrò successo. O se non ci sarà nulla ad attendermi, in America.

 

La versione definitiva di questo primo capitolo della Saga è, com’è ovvio che sia, strettamente incentrato sul personaggio di Paperone. Una prima versione, di cui sono stati poi pubblicati i layout, prevedeva, però, una rapida carrellata sulla millenaria storia del Clan, fin da quando… vendettero ai romani le pietre per costruire il Vallo di Adriano!

 

Music inspired by the Life and Times of Scrooge

Il successo della Saga ha travalicato il medium fumettistico, tanto che nel 2014 il musicista finlandese Tuomas Holopainen ha dedicato all’epopea donrosiana un album musicale che rappresenta – in tutto e per tutto – una vera e propria colonna sonora. Don Rosa stesso ha preso parte alla produzione dell’album realizzando l’illustrazione di copertina.

A L’ultimo del Clan de’ Paperoni è dedicata la prima traccia, intitolata Glasgow 1877 e ascoltabile anche su Spotify a questo link.

L'ultimo del Clan de' Paperoni

 

D.U.C.K. HUNT

La dedica a Carl Barks è presente sia nella vignetta d’apertura, nascosta in una banconota, sia nella copertina dedicata alla storia, nell’album fotografico che lo Zione sta sfogliando.

 

CHRONO DON ROSA: