Il numero 14 di Nirvana doveva porre fine all’universo umoristico ideato dai Paguri, al secolo Emiliano Pagani e Daniele Caluri, ma all’ultima Lucca Comics & Games Panini Comics ha presentato Slobo & Golem, il primo di una serie di spin-off, incentrato sui due sicari al soldo del boss malavitoso Occhionero Ronson. Sono loro il vero e proprio incubo di Ramiro Tango, protagonista di Nirvana, ma su queste pagine andiamo a scoprire il passato dei killer: come si sono conosciuti e in quale occasione sono diventati un affiato duo di professionisti.

Ispirati all’irresistibile coppia di assassini della pellicola cult Pulp Fiction – i Vincent Vega e Jules Winnfield di John Travolta e Samuel L. Jackson – Slobo e Golem assumono in questa graphic novel connotati propri e originali. Da impareggiabili caricaturisti quali sono, i Paguri fanno sì che le loro caratteristiche fisiche rispecchino quelle caratteriali. Slobo, con le fattezze di Massimo Zanardi, il perfido studente di Andrea Pazienza, è sottile nella silhouette così come lo è nel pensiero: spietato ma riflessivo, razionale e mai avventato. Il soldato Fausto Borchioni, in arte Golem – come il mitologico difensore del popolo ebraico – è invece un massiccio, brutale energumeno semi-analfabeta guidato quasi esclusivamente dall’istinto. Insieme diventano un’implacabile macchina di morte e, ovviamente, di risate.

In questo volume cartonato, la verve di Pagani ai testi è particolarmente brillante e sbrigliata. A un soggetto semplice e delizioso, corrispondono infatti dialoghi veloci e ficcanti; non sono solo pagine comiche, ma anche di accusa e non risparmiano nessuno, attente come sono a temi cruciali di oggi come il terrorismo, i profughi e gli scontri di civiltà o religiosi. Non mancano folgoranti intermezzi, tra cui un cammeo dedicato a due notissimi eroi Marvel e un altrettanto famoso cantante italiano.

Al brio della sceneggiatura dell’amico e collega, Caluri risponde con una regia e una recitazione perfette, ricche di una miriade di soluzioni inedite ed esilaranti; il merito va anche alle chine di Bruno Cannucciari che imprimono alle matite del disegnatore un’energia e una vitalità straripante.

Slobo & Golem va oltre Nirvana per intensità e qualità dei contenuti; ci sembra più vicino al capolavoro dei Paguri, Don Zauker. Appare chiaro già a una prima lettura: la carica satirica è più mirata, feroce e – come si suol dire – politicamente scorretta. Parole e disegni non ci erano mai apparsi così disinibiti, sfacciati e spontanei in precedenza. Per Slobo & Golem – e ci auguriamo anche per i successivi spin-off – la casa editrice modenese sembra proprio aver lasciato carta bianca ai Pagani e Caluri. La loro risposta sono 64 tavole di pregio che meritano l’elegante edizione in cui sono state raccolte.