Roberto Recchioni è una figura del panorama fumettistico nostrano che da sempre genera discussioni. Eppure, nel corso della sua carriera, tante sono state le sfide vinte dall’autore romano, e citare lavori come John Doe e il rilancio di Dylan Dog dà un’idea del suo contributo come innovatore del fumetto italiano. In particolare è innegabile la rivoluzione che ha portato in seno a Sergio Bonelli Editore con l’avvento di Orfani, prima serie a colori della casa editrice milanese creata insieme a Emiliano Mammucari. In questa direzione si muove anche Monolith – Primo Tempo, volume cartonato di grandi dimensioni, alla francese, con carta lucida, presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2016 e che esordirà in libreria a inizio 2017.

MonolithMonolith rappresenta un caso più unico che raro di progetto editoriale diventato prima un film e poi un fumetto. La storia è quella di Carl e Sandra, del loro rapporto travagliato, di una gelosia morbosa che tutto distrugge e che sovente sfocia nella violenza, nella fuga e nel tradimento. La coppia ha un figlio, David, forse ancora all’oscuro delle dinamiche che lo circondano. Dopo l’ennesimo litigio, Sandra decide di partire portandolo con sé, lasciando il marito a meditare su quanto accaduto.

Come misura di sicurezza, Carl chiede però alla moglie di mettersi in viaggio a bordo di Monolith, veicolo di ultima generazione dall’elevato livello di automazione, progettato per la sicurezza dei passeggeri. Ma quella che dovrebbe essere un’auto pensata per tutelarli, diventa ben presto una minaccia (e nel deserto, di notte, non sarà l’unica). Sandra dovrà dunque lottare contro Monolith, contro una tecnologia che se da un lato sembra migliorarci la vita, dall’altro può trasformarsi in una letale avversaria: un villain che si palesa in tutto il suo futuristico aspetto, con cerchi in lega, GPS e autoradio.

Se l’incipit della vicenda è semplice e quasi banale, incentrato su un nucleo familiare preda di vicende note a chi segue un minimo di cronaca, il prosieguo è di ben altra caratura, con un crescendo di colpi di scena che tengono il lettore incollato alle vicende della giovane madre. Sandra si presenta come una figura fragile, e la condizione in cui si trova – sola, nel deserto, appollaiata sul tettuccio dell’auto con un lupo che aspetta solo di sbranarla, e con la vita di suo figlio da salvare – è un pretesto per analizzare il suo comportamento in una condizione estrema. L’istinto di sopravvivenza si mescola così alle allucinazioni e a un’incapacità di fondo nel gestire la propria vita, cosa che lascia emergere i sensi di colpi, anch’essi pronti a divorarla.

MonolithMonolith nasce da un’idea di Recchioni, coadiuvato in fase di scrittura da Mauro Uzzeo. La scelta di adottare uno sviluppo lineare ha lo scopo di porre sotto i riflettori il dramma umano dei personaggi e di conferire alla narrazione il ritmo serrato di un thriller psicologico in cui la protagonista deve affrontare i propri demoni interiori per superare l’ostacolo che gli si para davanti.

La capacità di Recchioni e Uzzeo di imprimere a una scena improvvisamente statica un fluire di forti emozioni, e di trasformare un oggetto nell’antagonista della storia, è notevole, e colpisce per il notevole thrilling che viene a crearsi. Il taglio cinematografico di Monolith, inoltre, valorizza perfettamente l’intuizione originale e sostiene una caratterizzazione dei personaggi riuscita, ma non così originale.

Il vero punto di forza di questo volume è il grande impatto visivo delle tavole, opera di LRNZ, artista capace di cambiare registro e tavolozza con grande disinvoltura al fine di adeguarsi alle varie fasi della storia. Lo stile preciso e pulito che abbiamo ammirato nei suoi precedenti lavori, qui lascia spazio a un’estetica più realistica in cui le colorazioni acquarello conferiscono grande espressività alle figure, com’è riscontrabile nei tanti primi piani che si susseguono. Quello di Lorenzo Ceccotti è un lavoro superbo che delinea scenari ora desertici, ora urbani, ora onirici; un’alternanza di chiaroscuri vorticosa e ammaliante in cui persino le onomatopee diventano protagoniste.

Monolith – Primo Tempo ci lascia con il fiato sospeso in attesa del secondo e ultimo capitolo della storia. Le tante aspettative nate attorno all’esordio di quest’opera non vengono tradite; anzi, riescono a confermare l’elevato valore artistico dei singoli nomi coinvolti. L’ennesima dimostrazione di salute del fumetto italiano e della capacità di Recchioni di unire diversi linguaggi – narrativa, fumetto, cinema – per plasmare qualcosa di grande impatto.

Monolith vol. 1: Primo tempo, anteprima 01