Ci lasciamo finalmente alle spalle le pur gradevoli storie comiche brevi per entrare sempre più nel vivo della produzione donrosiana, con le grandi avventure che riprendono e arricchiscono il corpus barksiano, fornendo al contempo una cornice alle storie dell’Uomo dei Paperi e inserendole all’interno di una continuity serrata.

Con Zio Paperone e il ritorno a Xanadu (Return to Xanadu), del 1991, siamo di fronte a un sequel di non una, ma ben due storie barksiane: Zio Paperone e la dollarallergia (Tralla La), del 1954 e Zio Paperone e la corona di Gengis Khan (The Lost Crown of Genghis Khan), del 1956.

Xanadu

A legare le due storie con questo seguito di Don Rosa è, ovviamente, l’ambientazione himalayana.

In Tralla la, lo Zione, vittima del forte stress causato dal suo stile di vita, viene portato dai nipoti nell’omonima valle (detta anche Xanadu), unico posto al mondo dove non esiste il denaro. Un luogo utopico in cui l’arrivo dei Paperi finirà, pur non volontariamente, a intaccare l’equilibrio sociale donatogli dalla sua inaccessibilità.

In The Lost Crown of Genghis Khan, invece, i pennuti sono alla ricerca dell’omonima corona, su segnalazione di alcuni agenti locali di Zio Paperone. Ma come ebbero, tali agenti, notizie sull’antico reperto? È questa la domanda, posta dai nipotini al vecchio zio, che apre il sequel donrosiano. E ci pensa il Manuale delle Giovani Marmotte, che tradizionalmente contiene la risposta a ogni domanda, a informarli sul fatto che sull’Himalaya potrebbe trovarsi l’intero tesoro di Genghis Khan.

Detto fatto, i nostri sono ben presto tra le nevi perenni dei massicci asiatici e, senza volerlo, trovano un accesso segreto alla valle di Tralla la, dove i gioviali abitanti, perdonati i guai causati durante la loro ultima visita, li accolgono sorridenti.

Come durante la loro prima volta a Xanadu, però, i Paperi sono, loro malgrado, portatori di sventura.
Nell’originale barksiana, a creare problemi era la presenza dei tappi di bottiglia, oggetti senza valore ma che, data la loro rarità nella valle asiatica, assunsero il ruolo di denaro minacciando di distruggere i valori di Tralla la.

Questa volta, invece, è la leva idraulica usata dai nostri per arrivare nella valle a causare l’allagamento che rischia di spazzare via la società himalayana. L’unica soluzione, pare, è trovare una lama da ferro per segare la sbarra che fa da diga alla valle e far defluire l’acqua. Ma come fare in un luogo che apparentemente non ha metallo?

LamaLa posta in gioco si alza, rispetto alla loro prima volta a Tralla la, e i Paperi vengono portati al cospetto dell’Alto Lama, figura inedita e che non si era vista nella storia del 1954. È il vecchissimo leader a svelare che, in effetti, a Tralla La c’è del metallo. Purtroppo per Zio Paperone, già gongolante, non si tratta del tesoro di Genghis Khan, ma… dei tappi di bottiglia portati durante la loro prima venuta.

Forgiando una lama a partire dai tappi, i Paperi risolvono la situazione e, idealmente, chiudono il cerchio aperto nel 1954 con la storia di Carl Barks. Tutto è bene quel che finisce bene? Insomma: lo Zione, oltre ad aver perduto la corona, rimasta a Xanadu, non ha trovato il tesoro che, come ci svela il finale, era stato ironicamente sotto le sue zampe tutto il tempo.

Eppure in questa storia c’è qualcuno dei nostri ad aver guadagnato qualcosa, anche se non “ufficialmente”: si tratta di Qui, Quo e Qua.

In una tavola prevista da Rosa, ma poi eliminata dalla stesura definitiva della storia, l’Alto Lama avrebbe dovuto dire che i loro genitori, Della Duck e il marito, grandi esploratori di cui si sono perse le tracce, erano sperduti in quelle valli, ma vivi e in salute. Questo avrebbe dovuto essere lo spunto per mettere in piedi la storia che avrebbe visto i paperotti riuniti ai genitori.

Ma la cosa non ebbe seguito e la sequenza fu scartata. Perché? Secondo Rosa perché non c’era modo di gestire la storia di Della e consorte degnamente.

Farli ritrovare per poi lasciarli sull’Himalaya? Farli tornare a Paperopoli e far vivere Qui, Quo e Qua con loro? Farli tornare ma lasciare i nipotini da Paperino? Nessuna di queste soluzioni, secondo l’autore, aveva senso. E decise, così, di non far luce sul mistero dei genitori di Qui, Quo e Qua.

 

 

D.U.C.K. HUNT

 La dedica a Carl Barks si trova nella vignetta di apertura, in basso a sinistra, tra le setole della spazzola.

 

DUCK Hunt

 

CHRONO DON ROSA: