La storia in questione, The Starstruck Duck, avrebbe potuto essere la più discussa e controversa dell’intera produzione donrosiana. Avrebbe potuto, sì: perché non esiste!

Il fumetto fu commissionato a Rosa per celebrare l’apertura, nel 1989, del parco a tema Disney-MGM (oggi Disney’s Hollywood Studios), ma non fu mai completato. E viene spontaneo chiedersi se il motivo non sia proprio la particolare visione dell’universo dei Paperi di Don Rosa. Se, infatti, per qualsiasi autore è naturale considerare le città di Paperopoli e Topolinia facenti parte dello stesso mondo narrativo, tanto che – seppur rari – non mancano gli incontri tra i pennuti e la banda di Topolino, per Rosa non è così.

Proiettando sul personaggio simbolo dell’azienda tutta la sua scarsa sopportazione per il cosiddetto Disney System, per l’autore del Kentucky, Topolino – con Pippo – non è che la star di fumetti e cartoni, quasi come lo è nel mondo reale, con la differenza che nella sua visione si tratta di un attore in carne e ossa. E se in altre storie questo concetto è limitato a delle easter egg che possono sfuggire al lettore meno attento, in The Starstruck Duck la questione è ribadita a chiare lettere. Che sia proprio questo il motivo per cui la storia non fu data alle stampe ed esiste, oggi, solo sotto forma di storyboard?

Starstruck Duck 1La narrazione inizia con Paperino e nipoti diretti al parco Disney-MGM. Com’è tipico di Rosa, solito dettagliare in maniera certosina ambienti e sfondi, abbiamo una visuale a volo d’uccello del parco che ce lo mostra nella sua interezza, completo di descrizione delle singole attrazioni. Invece di limitarsi a scrivere una storia pubblicitaria, Rosa si diverte a inserire citazione ai cartoni classici, giocando sulla domanda se Paperino vi abbia preso parte o meno (d’altronde, noi lettori ce lo ricordiamo, no, al fianco di Topolino e Pippo?).

Appena dentro al parco c’è subito un riferimento al quaderno degli autografi di Paperino, cosa che non può non richiamarci alla mente il cortometraggio del 1939 The Autograph Hound.

 

E quindi, finalmente, Rosa definisce Topolino, per bocca di Paperino, come la “star cinematografica più famosa del mondo”, svelando il suo gioco.

Segue la visita al museo degli oggetti di scena dove, tra gli altri, vediamo la campana usata nel cortometraggio The clock cleaners, del 1937 che vedeva protagonisti proprio Topolino, Pippo e… Paperino! Ma il papero afferma di non aver mai visto il cartone animato!

Starstruck Duck 2

E il gioco continua: un visitatore ferma Paperino per un autografo… ma solo perché l’ha scambiato per Daffy Duck!

Paperino ha un solo obiettivo: incontrare il celeberrimo Topolino, cosa che non sembra essere delle più semplici. Per intrufolarsi nel set arriva a travestirsi, con grandi orecchie nere e pantaloncini rossi, ma senza riuscire a ingannare le guardie.

Starstruck Duck 3La fuga del Nostro si tramuta nella classica sequenza di gag slapstick tipiche di Don Rosa, con Paperino che passa di attrazione in attrazione con effetti uno più comico dell’altro, per la disperazione degli imbarazzatissimi nipotini. Ma, come afferma Paperino, “Solo l’autografo di Topolino vale così tanta fatica!”

Privo di idee su come venire a capo della sua “caccia all’uomo”, Paperino si nasconde nella campana di The clock cleaners per pensare a un nuovo piano. Ma l’oggetto di scena viene spostato, assordando e stordendo il povero papero, che finisce a terra e viene soccorso da… Topolino e Pippo!

L’incontro tanto atteso finalmente si consuma! Peccato che per il nostro papero la persona davanti a lui non possa essere Topolino… tutti sanno che Mickey Mouse è alto e bello, come fa affermare a Paperino Don Rosa, prendendosi un’ulteriore soddisfazione nei confronti della mal sopportata Walt Disney!

Eppure il papero risulta familiare a Topolino e Pippo! Dove l’avranno già visto?

Starstruck Duck 4

 

D.U.C.K. HUNT

Essendo la storia rimasta a livello di storyboard, non è presente la classica dedica e Barks. Viene da chiedersi se, nella versione finale, sarebbe comunque apparsa la sigla D.U.C.K., essendo questa una storia distante dalla solita produzione donrosiana e, per di più, scritta sotto commissione.

Al di là di questo è divertente notare che dalle prossime storie non mancheranno una serie di nuove easter egg con protagonista Topolino, più o meno nascosto nelle vignette. E che ogni volta che Paperino lo vedrà, più o meno subliminalmente, sarà affetto da forti emicranie.

Se da una parte possiamo vederci, semplicemente, un nuovo modo di divertirsi alle spalle della Disney da parte dell’autore, il fatto che durante il vero incontro con il topo, Paperino sia in stato confusionale, può suggerirci che quelle “apparizioni” potrebbero essere una conseguenza del “trauma” subito in The Starstruck Duck?

E ancora: prima di questa storia non c’era mai stato alcun riferimento “maligno” nei confronti di Topolino, come ci saranno, invece, in futuro. Che sia una piccola vendetta dell’autore per la mancata pubblicazione della storia?

 

CHRONO DON ROSA: