Quanti sono a conoscenza del fatto che Paperon de’ Paperoni possegga un particolarissimo zoo, pieno zeppo di animali mitologici o creduti estinti? Forse non molti e non a caso. Lo zoo in questione, infatti, è apparso solo in due occasioni durante i quasi 70 anni di carriera fumettistica dello Zione.

La prima volta è stata nel 1950, in The Trail of the Unicorn (Paperino e il sentiero dell’Unicorno) di Carl Barks. La storia barksiana rappresenta una delle primissime apparizioni del miliardario destinato a diventare un membro di primissimo piano del mondo di Paperopoli. All’epoca la sua personalità (come il suo aspetto) non era ancora stata del tutto definita e presentava ancora tratti che avrebbe poi perso o che sarebbero stati modificati in pochi anni.

In particolare, questa iniziale versione di Zio Paperone, ancora dotato di occhiali con le stanghette, possiede tale zoo, che non verrà più ripreso né da Barks, né da altri autori, finendo per essere “pensionato” insieme alla ricca villa di Christmas on Bear Mountain (Paperino e il Natale sul Monte Orso), del 1947.

Ogni elemento apparso in una storia di Carl Barks, però, come sappiamo è considerato canonico da Don Rosa, che decide di riproporre dopo ben 38 anni – nel 1988 – lo zoo di rarità dello Zione, presentandoci un’avventura che è a tutti gli effetti un sequel di The Trail of the Unicorn.

La storia si apre, come l’originale barksiana, con una visita di Paperino e nipoti allo zoo, stavolta in compagnia anche di Paperina. Non manca un riferimento proprio all’unicorno, che i nipoti conoscono – ovviamente – molto bene!

Chrono Don Rosa: l'unicorno

Lo zoo, però, non contiene certo tutti gli esemplari di animali rari! Ad esempio manca all’appello una particolare specie di coccodrilli dal particolare marchio sulla schiena, che nell’antichità aveva dato loro la fama di divinità viventi, secondo Plinio il Vecchio.

Chrono Don Rosa: il marchioNeanche a farlo apposta, il particolare simbolo è riprodotto sulla borsa (di coccodrillo) di Paperina! La specie esiste ancora, dunque! E lo zione incarica Paperino di condurre una nuova caccia all’animale raro, come già successo per l’Unicorno, promettendo la stessa lauta ricompensa di 10.000 dollari (il Paperone degli esordi era decisamente meno avaro di quanto non sarebbe stato successivamente).

Traccia dopo traccia, Paperino e i nipotini seguono una pista che li porta dall’Egitto al Sudan e infine al Ruanda, dove scoprono niente di meno che le sorgenti del Nilo!

Ed è proprio in una grotta sotterranea al di sotto di queste che i paperi trovano il tempio dove vivono tuttora i coccodrilli sacri. E le stanze dove i faraoni – millenni prima – ne facevano mummificare i resti.

Chrono Don Rosa: il Nilo

I nostri rientrano quindi a Paperopoli con un uovo di coccodrillo che si schiude proprio davanti agli occhi dello Zione, il quale non perde tempo per cercare di raggirare il nipote: 10.000 dollari erano la ricompensa per un esemplare adulto, di 500 chili circa. Per cui il cucciolo da mezzo chilo, la ricompensa è di… 10 dollari.

Paperone si fa beffe del nipote, che accetta con facilità una ricompensa 1000 volte inferiore. Ma se non ha guadagnato come cacciatore di coccodrilli, sicuramente l’ha fatto scoprendo il tesoro del tempio dei coccodrilli, rivela Paperino mostrando all’esterrefatto zio una 313 carica di oggetti preziosi!

 

D.U.C.K. HUNT

Don Rosa - DUCKLa dedica all’Uomo dei Paperi si trova nella vignetta d’apertura della storia, seminascosta tra i petali di un fiore dell’aiuola visibile in basso.

 

Non è, tuttavia, l’unico omaggio presente in questa storia: all’interno dello zoo, infatti, possiamo vedere tra gli animali (nell’ultima vignetta della seconda tavola) anche un orso. Sebbene sconosciuto ai più, non si tratta di un plantigrado comune, ma di Barney Bear, personaggio non disneyano di cui Barks scrisse e disegnò alcune avventure negli anni ’40.

Chrono Don Rosa: l'orso

 

CHRONO DON ROSA