Come potete intuire dalla bella copertina di Matteo De Longis, il nono episodio di Orfani: Nuovo Mondo (in edicola giovedì prossimo) vede protagoniste Rosa e Sam, con un ritorno gradito, quello di Host. Ritroviamo infatti il piccolo robot senziente che abbiamo conosciuto fin dal primo episodio della terza stagione e che si è subito conquistato la nostra simpatia, ma in tutt’altre vesti, ora decisamente più minacciose.

Arrivati di fronte a un enorme discarica, il gruppo formato dalla ragazza, Cesar e Vincenzo, deve trovare un varco per poter finalmente uscire dal Pozzo, l’enorme carcere in cui li ha rinchiusi la perfida Juric, ormai prossima a dare alla luce il figlio suo e di Ringo. Mentre i tre affrontano l’ennesima minaccia, questa volta incarnata da micidiali droni addetti alla pulizia della prigione, l’ex Mocciosa fa irruzione, alla ricerca delle sue prede. L’accoglienza per lei è tutt’altro che benevola da parte dei detenuti. La prova più dura tuttavia, non è resistere all’assalto della folla inferocita ma alle schegge impazzite di ricordi che la tormentano.

Il titolo Frammenti è perfetto per questo collage di stili a cui contribuisce un poderoso team di artisti. Tre sono gli esordienti sulla collana. Riccardo La Bella ha realizzato le tavole della storia principale, compresa la deliziosa parte in pixel art, una citazione a uno dei videogame più famosi di sempre, Super Mario Bros. È questo il modo in cui Host ricorda e sogna, come in uno sgranato display di fine anni Ottanta. Giulio Rincione si è occupato con il suo tocco pittorico dello scontro tra l’androide senziente e le macchine spazzine, regalando un pensiero a Frank Frazetta, delle parentesi dedicate a Romeo e Giulietta di William Shakespeare e alla favola preferita dal Pistolero, quella del Cavaliere Nero e del Cavaliere Bianco. Antonio Fuso ha invece catturato in fotogrammi rossi e neri la silhouette dell’ultimo agente del corpo speciale dei Corvi nel combattimento concitato e sanguinario in fondo al Pozzo.

Veniamo quindi a coloro i quali conosciamo bene come matite della serie, vale a dire Luca Casalanguida e Werther Dell’Edera, che hanno dato rispettivamente forma e immagine all’incontro della presidentessa del Nuovo Mondo con un famoso scrittore per una particolare richiesta, e al dissidio interiore di Sam, al confronto con il proprio passato e il mostruoso presente che stanno riducendo in brandelli quello che resta del suo io.

La sperimentazione prosegue in questo brossurato che ricorda come procedimento logico-sequenziale, affiancato da quello grafico, il modello adottato nel precedente numero 6. Qui un veterano come Mauro Uzzeo è sostituito degnamente da un talento emergente come Michele Monteleone, ma la formula non cambia: la vicenda evolve e si compone di più piani narrativi affidati a una tecnica e a una tipologia di illustrazione completamente diversa dalle altre, che esaltano in maniera suggestiva gli stacchi più marcati della sceneggiatura.

Il contrasto cercato è sempre originale e inconsueto, quasi un albo antologico che ha richiesto ben due coloriste, Alessia Pastorello e Stefania Aquaro, per produrre brani così distinti e comunque parte di un tutto. Se in E non avrà paura l’encomiabile risultato finale fu un prodotto autoriale, un’esplosione estetica ed emozionale, in Frammenti è esplicito un intento più ludico, un taglio maggiormente pop, che ha richiesto un coraggio ancora più estremo da parte di Roberto Recchioni.