Dopo due storie dedicate a Paperino e in cui Zio Paperone era totalmente assente, per Don Rosa è tempo di tornare a giocare con il suo personaggio preferito. La tavola di apertura di Zio Paperone e un fiume di soldi risulta essere il riassunto dell’opera che, pochi anni dopo, avrebbe consacrato Don Rosa come erede di Carl Barks. Lo Zione, infatti, racconta in poche vignette i fatti salienti della sua vita: dalla Scozia al Mississipi, dal Montana al Klondike, fino a Paperopoli, anticipando così ciò a cui il cartoonist del Kentucky si sarebbe dedicato.

Questa quinta storia rappresenta anche l’esordio donrosiano dei nemici più classici di Zio Paperone: la Banda Bassotti, che vediamo subito in azione nell’ennesimo fallimentare tentativo di derubare il papero più ricco del mondo. Fedele al corpus barksiano, preso in considerazione come una ferrea continuity, Rosa fa inoltre tornare un personaggio secondario dell’Uomo dei paperi: lo scienziato goloso di cavoli già visto in Zio Paperone e l’isola del cavolo (The Mysterious Stone Ray) del 1954.

Un Fiume di Soldi

Zio Paperone e un fiume di soldi può essere quindi visto come uno dei vari sequel barksiani, in quanto è proprio la nuova diavoleria dello scienziato a dare il via agli eventi della storia: i bassotti si appropriano di una pistola in grado di annullare l’inerzia degli oggetti, con cui decidono di colpire il deposito di De Paperoni.

In più di un’occasione Don Rosa si è divertito a costruire trame basate su paradossi della fisica e questo è il primo caso: i tre ettari cubici di denaro di Zio Paperone, sotto l’influsso del raggio anti inerzia, diventano a tutti gli effetti quel “denaro liquido” con cui gioca il titolo originale, Cash Flow.

Ovviamente i maldestri ladri non riescono a controllare gli effetti del ritrovato tecnologico e il letterale “fiume di soldi” inonda Paperopoli, costringendo i paperi a un recupero contro le leggi della fisica. Dopo aver trattato anche la 313 con il raggio anti inerzia, i nostri si lanciano all’inseguimento del denaro lungo una città che, qui come altre volte in futuro, viene raffigurata con dovizia di particolari.

 

D.U.C.K. HUNT

Zio Paperone e un fiume di soldi è ricco di riferimenti e easter eggs. Il tradizionale D.U.C.K. (Dedicated to Uncle Carl by Keno) si trova in basso a destra nella prima vignetta della prima tavola, scritto su di una banconota.

Zio Paperone e un Fiume di Soldi, di Don Rosa

Non è, però, l’unica curiosità: a tavola 13 vediamo, infatti, due quadretti appesi alle pareti che raffigurano degli arcobaleni: “rainbow” e… “another rainbow“!

Zio Paperone e un Fiume di Soldi, di Don Rosa

E nella settima vignetta di tavola 25, tra i ricercati della polizia di cui vediamo le foto segnaletiche, non possiamo non notare l’Uomo dei paperi stesso, Carl Barks, ricercato, apparentemente, “per essere stato cattivo”!

Zio Paperone e un Fiume di Soldi, di Don Rosa

 

CHRONO DON ROSA