Esce oggi in edicola l’ottavo capitolo di Orfani: Nuovo Mondo. Rosa, come ricorderete dall’episodio precedente intitolato Pugni serrati, è finita in un carcere di massima sicurezza chiamato da chi lo abita il pozzo, una discarica umana in cui viene deportata quella che le autorità considerano la feccia dell’umanità. La ragazza è decisa a evaderne a ogni costo, ma anche quel luogo di reietti ha delle regole da rispettare per sopravvivere e delle gerarchie da sfidare se si vuole prendere il posto di chi comanda la bolgia infernale.

È ovviamente pronta a puntare in alto mettendo sul banco, come posta, la vita stessa. Ritrova al suo fianco Vincenzo, di cui veniamo a sapere il passato, inimmaginabile, di assassino e criminale e apprendiamo del mestiere iniziale della defunta moglie, Lora. Entrambi gridano vendetta, ma per poterla avere, la figlia di Ringo deve scendere nell’ottagono, il ring dove si sfidano gli aspiranti signori del pozzo.

Rosa ha ormai scoperto l’origine della sua straordinaria forza che ora l’ha abbandonata e per cui è costretta a fare continuo uso di droghe per poterla sentir scorrere ancora nel suo organismo. Gli effetti collaterali sono evidenti nel suo comportamento e nel suo carattere: provocano in lei un’aggressività estrema anche verso chi non rappresenta una minaccia. Il suo unico obbiettivo è guidare una rivolta nella prigione e annientare l’odiata Presidentessa Juric che l’ha privata della creatura che portava in grembo.

Rincontriamo in questo albo un altro comprimario della serie, una figura borderline dall’esordio della terza stagione, per il quale abbiamo provato in più occasioni un’alternanza di simpatia e diffidenza. Qui ogni lettore potrà testare il proprio intuito narrativo al riguardo mentre si scioglierà ogni dubbio nei confronti della protagonista. Ci ha affascinato dal suo debutto nella saga, ci siamo presi una cotta per lei lungo lo svolgersi della trama e in Stati d’alterazione ce ne innamoriamo perdutamente perché mette a nudo, di fatto, tutto il suo umano essere donna, fatto di fragilità e fermezza.

Nel racconto di Roberto Recchioni e Giovanni Masi assaporiamo il consueto ritmo incalzante e la giusta dose di imprevedibilità che può assume l’intreccio, l’ingrediente più appetitoso che fa divorare il fumetto. Un corposo cammeo di Werther Dell’Edera, che come in E non avrà paura descrive un momento fondamentale del rapporto inconscio, trascendentale, tra Rosa e l’ex Pistolero, ci regale pura poesia disegnata. La carnalità e il fascino della nostra orfana preferita è invece merito del tratto elegante, pulito ed estremamente espressivo di Luca Casalanguida, coadiuvato dalla qualità dei colori garantita da Stefania Aquaro.