La storia, una ten-page umoristica, si apre con Zio Paperone preoccupato per le sue finanze, sempre costretto com’è a guardarsi dai Bassotti, Amelia e altre insidie. Scrutando l’orizzonte con il cannocchiale, lo Zione si convince che la situazione è tranquilla, ma la vista di quei due perdigiorno dei nipoti, Paperino e Gastone, uno “impegnato” ad andare a pesca, l’altro a leggere fumetti, lo rende meditabondo. Per fortuna, pensa, ha già dichiarato suoi eredi universali i nipotini, per cui la sua fortuna è al sicuro… ma farebbe bene a instillare un po’ di spirito imprenditoriale nei due fannulloni che, dopotutto, sono piume delle sue piume!

È bene notare alcune cose: per Barks e Rosa sono Qui, Quo e Qua gli eredi della fortuna del fantastiliardario, non Paperino come comunemente accettato nelle storie italiane. Questo concetto deriva direttamente dalla storia barksiana Some Heir Over the Rainbow (Paperino e l’arcobaleno) del 1953, di cui Due nipoti, nessun profitto, ricalca lo schema, tanto che potremmo quasi definirlo il primo dei vari sequel barksiani che Don Rosa produrrà durante la sua carriera artistica.

Scrooge

Va posto l’accento anche al fatto che Zio Paperone afferma che Gastone è suo parente, contraddicendo parzialmente quanto il famoso albero genealogico, realizzato da Don Rosa alcuni anni più tardi, ci mostra. Evidentemente il fumettista del Kentucky non aveva ancora affrontato la questione delle parentele dei beccuti, limitandosi a seguire la vaghe indicazioni date al riguardo dall’Uomo dei Paperi.

Altra nota a margine: è bene segnalare un concetto caro a Don e che tanto fa storcere il naso a parte del fandom disneyano: nella sua concezione dell’universo dei Paperi, i pennuti sono reali, mentre gli altri personaggi Disney (come Topolino, Pippo e Pluto) sono personaggi fittizi, protagonisti di cartoni e fumetti. Non deve quindi stupirci che Gastone stia leggendo dei fumetti che portano in copertina i nomi di Mickey Mouse e Pluto!

Gladstone

Senza rovinare la lettura, che vedrà i due cugini sfidarsi a chi dei due possa investire meglio il capitale donato (!) loro da Zio Paperone, anticipiamo solamente che Don si diverte a sfruttare in svariate gag i classici cliché che vedono Paperino volenteroso ma sfortunato e il cuginastro che, senza muovere un dito, ha dalla sua la fortuna sfacciata che lo contraddistingue.

Un accenno a un dettaglio metafumettistico dell’ultima vignetta: la casa editrice Gladstone, ora di proprietà di Gastone, è la stessa che pubblicava i fumetti Disney nei tardi anni ’80 e, non a caso, Gladstone è proprio il nome originale del fortunato papero: Gladstone Gander!

D.U.C.K. HUNT

Analogamente a Zio Paperone e il figlio del sole, anche in questa storia la sigla “D.U.C.K.” è in fondo all’ultima tavola, sulla copertina di un fumetto che lo riporta come titolo. Ed è simpatico notare che l’ormai rara edizione cartonata italiana della Saga di Paperon de’ Paperoni, uscita nel 1997, titolava proprio… D.U.C.K.! Un caso? Sicuramente sì, ma divertente!

Gladstone 2

CHRONO DON ROSA