“La fine inizia qui!”. È con questo strillo da copertina che arriva in edicola Rat-Man 113, ormai ci siamo. L’inizio della fine. Le avventure del supereroe in calzamaglia gialla dovevano finire col numero 100, poi invece no, qualche numero e forse qualche anno in più. Alcuni mesi fa Leo Ortolani ha messo un sigillo annunciando che la sua opera più famosa si sarebbe conclusa con il numero 122, dopo aver attraversato una lunga saga in dieci parti. Fa un certo effetto pensare che siamo al cospetto dell’epilogo di Rat-Man, soprattutto per quei lettori – come chi vi scrive – che quasi 20 anni fa prendevano in mano con curiosità il primo numero di quel nuovo fumetto pubblicato da Marvel Italia.

La copertina con cui si presenta questo primo episodio della decalogia conclusiva punta sulla sintesi grafica, non c’è nessun precedente nella testata di un’illustrazione in bianco e nero utilizzata per presentare l’albo. Vediamo Il Rat-Man, il massiccio alter ego del goffo supereroe, lanciato nel vuoto; le ombre riecheggiano lo stile di Jack Kirby tanto caro all’autore, la posa e la stazza ricordano l’altrettanto robusto Marv in un’iconica tavola nel primo volume di Sin City di Frank Miller. Sembra essersi sostituito al protagonista della serie, al punto che è il suo volto truce a occupare il riquadro in alto a sinistra, dove solitamente campeggia l’eroe in calzamaglia gialla. Questa figura, che nel corso degli anni è apparsa sempre più di frequente, rappresentava in origine la tenacia e la forza d’animo che Deboroh celava dentro di sé, ma la conclusione del numero precedente ci ha svelato che ora Il Rat-Man è diventato la nuova incarnazione dell’Ombra.

Il doppelgänger è una figura ricorrente in molte opere, una rappresentazione fisica del lato oscuro del protagonista. Dottor Jekyll ha Mister Hyde, il protagonista di Fight Club ha Tyler Durden, Superman ha Bizarro, Link ha Shadow Link, Scott Pilgrim ha Nega Scott. E ora Rat-Man ha un se stesso in preda all’Ombra, uno spietato vigilante che probabilmente rappresenterà la sua nemesi finale, se l’autore deciderà di andare verso il prevedibile scontro. Ma quando si parla di Ortolani non si possono fare troppe supposizioni, come dimostra anche questo episodio in cui tornano in campo elementi narrativi che sembravano ormai abbandonati, lasciando intuire che riallacciare tutti i fili della saga sarà un processo in grado di riservarci molte sorprese.

Il Rat-Man, in quanto primo episodio della decalogia, dovrebbe anticipare alcune caratteristiche che caratterizzeranno questa saga; sospettiamo quindi che l’intervista a cui Rat-Man è sottoposto, grazie alla quale sembra che si racconti al lettore, possa essere un filo conduttore portato avanti anche nei prossimi numeri. La tematica centrale è un ulteriore analisi sulla figura del supereroe, strettamente legata al concetto di speranza e a un discorso religioso portato avanti da Ortolani, che qui paragona addirittura gli eroi a vere e proprie divinità; ognuno sceglie la propria morale e i propri paletti personali, mentre gli uomini sono costretti a scegliere in cosa credere.

In coda all’albo troviamo un racconto de I ragguardevoli sabati sera nel quale viene promosso il libro in uscita, le ultime strisce e vignette di Quelli di Parma, e il primo tassello dell’Operazione Ratto; parte infatti qui un’iniziativa editoriale che permetterà ai lettori di raccogliere dieci parti di un poster, grazie al quale potranno poi ottenere un albo esclusivo con un finale alternativo della serie. Si tratta di un “gioco” che vuole ricreare un rapporto casa editrice-lettore più attivo, come avveniva qualche decennio fa; i collezionisti più puri hanno già storto il naso al pensiero di dover tagliare una pagina del loro fumetto preferito, ma tutto è stato organizzato in modo da non danneggiare l’albo. Il pensiero di conquistare una storia aggiuntiva di Rat-Man dovrebbe poi convincere qualunque appassionato ad affrontare questa missione, soprattutto perché non siamo certi che un solo finale sia sufficiente a congedarci dall’eroe con le orecchie da topo…