A metà della terza stagione di Orfani: Nuovo Mondo, questo sesto episodio squarcia lo standard qualitativo della serie, già particolarmente soddisfacente, con un vertice assoluto per l’intera saga.

È d’obbligo un numero speciale per il parto di Rosa e questo E non avrà paura lo è sotto tutti i punti di vista, a partire dalla suggestiva copertina di Matteo De Longis. L’albo si distingue, narrativamente e graficamente, come il più sperimentale dell’innovativa serie targata Sergio Bonelli Editore. Al soggetto e alla sceneggiatura, insieme a Roberto Recchioni, Mauro Uzzeo si conferma una certezza di solidità e dinamismo.

I disegni sono frutto di un team creativo variegato e semplicemente strabiliante: il racconto di base, con il travaglio della protagonista e il coinvolgimento emotivo e fisico dei suoi compagni, è opera di Alessio Avallone, firma anche di Orfani: Ringo 6 – Come pioggia, dove probabilmente è avvenuto il concepimento dello “sgorbietto”.

Il piano inconscio, lo stato di delirio di Rosa, dovuto a una complicazione nel travaglio, abbandona la concezione policromatica della tavola, curata da un’esperta del settore come Alessia Pastorello, per lasciare posto a un dominio di sfumature di bianco, rosso e nero, di volta in volta interpretato secondo il proprio stile dall’artista coinvolto.

Werther Dell’Edera, ad esempio, predilige i chiari nel primo stato d’incoscienza e ci mostra la figlia dell’ex Pistolero quasi in una condizione serena, tra le braccia del padre e dei due amici Seba e Nuè.

Arturo Lauria, con il suo tratto personalissimo, visionario e distopico, esalta tutte e tre le tinte, ma con una predilezione per il rosso, delineando i fantasmi e il deliquio della ragazza.

Aka B. illustra il brano più poetico e toccante della storia: il confronto della donna con la creatura che porta in grembo, scandito da un ritorno momentaneo al multicolore.

Infine, a Fabrizio Des Dorides, è affidata la lotta angosciante e mostruosa di Rosa, per la propria vita e quelle del proprio figlio.

Gli autori non fanno sconti alla impressionabilità del lettore: ogni tavola è un pugno allo stomaco o una scossa di adrenalina. Si giunge esausti e appagati dalla scarica di emozioni avute pagina dopo pagina, trepidando e immedesimandoci nel logorio della nostra eroina, ma il finale è capace ancora di provocare un sussulto, un colpo di scena, rovesciando ogni aspettativa.

Si arriva alla fine di E non avrà paura e ci si chiede cosa possa ancora inventarsi Recchioni per stupirci, come si suol dire, con effetti speciali e soluzioni spiazzanti, sapendo, come dimostrato sempre in precedenza, di venir smentiti alla prossima occasione.