La miniserie Deadpool uccide Deadpool è l’ultimo capitolo della cosiddetta “Uccidologia” con protagonista il Mercenario Chiacchierone della Marvel. In questa bizzarra saga, una versione di Wade Wilson appartenente a una realtà del Multiverso della Casa delle Idee alternativa raggiunge un livello superiore di consapevolezza, o forse di follia, comprendendo come lui stesso (così come tutti gli altri personaggi del suo piano dell’esistenza) sia un burattino imbrigliato nei fili del nemico supremo: la continuity. Dopo la “presa di coscienza”, questo Deadpool uccide tutti gli esseri viventi del suo universo, prima, per poi annientare i personaggi di un superiore “universo delle idee”, nel quale risiedono tutti i protagonisti delle opere letterarie e più in generale di finzione del passato, archetipi che hanno permesso la nascita dei personaggi dei fumetti di supereroi.

Non ancora soddisfatto del suo operato, il folle mercenario decide di passare allo step conclusivo della sua opera: cancellare dal Multiverso tutte le versioni di Deadpool esistenti, poiché attorno a questa figura ruota il Multiverso stesso; come se Deadpool rappresentasse una sorta di chiave di volta totemica che permette alla continuity stessa di esistere.

Da queste premesse, nasce il terzo capitolo dell’Uccidologia ideata dallo sceneggiatore Cullen Bunn con protagonista Wade Wilson. In Deadpool uccide Deadpool assistiamo a una vera e propria “civil war” tra i Deadpool di tutte le realtà: da un lato c’è il suddetto Mercenario Chiacchierone alternativo con un suo esercito, nel quale figura anche il Wade Wilson malvagio, controparte “Frankenstein” dell’originale di Terra-616 (composto letteralmente dai pezzi anatomici perduti nel corso delle sue avventure), mentre dall’altro, figurano i Deadpool Corps che già abbiamo conosciuto in passato (tra i quali ricordiamo Lady Deadpool, Kidpool, Dogpool e Headpool).

Deadpool uccide Deadpool va dunque a chiudere la trilogia e offre una storia chiassosa, grottesca e colorata, nel rispetto del registro scanzonato e anticonvenzionale che un personaggio come Deadpool incarna al meglio. Non mancano momenti esilaranti come anche bellissime citazioni pop, in particolare quelle riferite ad altri medium, come il cinema e la musica. Oltre a tutto questo, Bunn è però molto abile a creare una sovrastruttura narrativa che trascenda la comedy pura e va a fare un’attenta analisi di cosa rappresenti davvero il fumetto americano dei supereroi; lo fa utilizzando Deadpool, che, a differenza di quasi tutti gli altri, sa di essere un personaggio di finzione protagonista di comics.

Ne nasce dunque una messinscena quasi pirandelliana, nella quale i personaggi smettono di essere “in cerca di autore” e si ribellano alle regole che la loro esistenza necessariamente impone, accettando di annichilire tutto e di smettere di vivere pur di non sottostare alle regole imposte loro dal grande nemico, la continuity, che li costringe ad azioni ripetitive, tòpos letterari che altro non sono che circoli viziosi, non permettendo loro di avere alcuna voce in capitolo. Quest’opera è dunque fortemente dicotomica, con almeno due registri di lettura diversi, e per questo molto apprezzabile.

Ai disegni di Deadpool uccide Deadpool troviamo un artista spagnolo che negli ultimi anni ha legato in maniera significativa il suo nome a quello del Mercenario Chiarrierone: Salva Espin. Lo stile del disegnatore si presta bene al personaggio così come a questo tipo di storia, essendo caratterizzato da un tratto cartoonesco e morbido, con un richiamo al fumetto dei tardi anni ’90. Lo storytelling è molto rigido e classico, probabilmente per volontà dello sceneggiatore, ma questo non penalizza la lettura, sempre chiara e coerente.

Una nota anche per le splendide copertine pittoriche dell’artista Mike Del Mundo, raccolte integralmente nell’Edizione Deluxe di questa storia proposta da Panini Comics.

In conclusione, Deadpool uccide Deadpool è un racconto testimone delle grandi potenzialità che questo personaggio ha insite dentro di sé e che, se utilizzate al meglio, possono dar vita a fumetti notevoli.