Dopo Madri guerriere, Michele Monteleone torna in coppia con Roberto Recchioni per dare un seguito al drammatico finale di Benvenuto nella giungla. L’ultimo numero di Orfani: Nuovo Mondo ci aveva infatti lasciato brutalmente sulle spine riguardo il destino del giovane John, fratello del piccolo Paul, e sul futuro dell’intero gruppo di personaggi principali.

Danno loro la caccia alcuni lupi, guidati da un gigantesco capobranco. Ognuno dei componenti della squadra deve dimostrare tutto il proprio coraggio per riuscire a sfuggire alle micidiali belve indigene. Ancora una volta Rosa si distingue non solo per le sue doti di grande guerriera, ma anche per le sue qualità umane, fortemente contrapposte dai due sceneggiatori romani al pragmatismo e al cinismo della presidentessa Juric.

Quest’ultima, svela qui i suoi piani finora rimasti segreti e relativi al trasferimento di una ridotta minoranza della popolazione terrestre sul pianeta alieno, colonizzato per divenire la nuova casa della nostra specie.

Ritorna prepotentemente in scena anche l’ultimo corvo rimasto, Sam, e una figura misteriosa, che campeggia sulla copertina di Matteo De Longis. Lo abbiamo già incontrato in precedenza, ma non possiamo ovviamente svelarvi la sua identità; lasciamo a voi il compito di capire di chi si tratti. Lo vedremo all’opera contro la nostra rossa preferita e la ex Mocciosa.

Le strade degli Orfani del passato si intrecciano e si intersecano con le vicende di quelle di oggi. Questa quinta avventura, Predatori, mostra al lettore un ennesimo, avvincente incastro di tasselli appartenenti alla storia e al presente della saga, che appare sempre più e sempre meglio come un unico grande affresco.

L’albo, che uscirà il prossimo 16 febbraio, è disegnato da un artista internazionale come Davide Gianfelice, supportato ai colori da Annalisa Leoni. Nella prova del talento milanese, perfettamente a suo agio nelle sequenze più serrate di azione e combattimento, spiccano la potenza vigorosa dei suoi soggetti e la caratterizzazione fisica, quasi carnale.

Questi elementi, uniti alla sapiente collocazione logica delle vignette, conferiscono a ogni tavola un particolare realismo e una dinamicità decisamente cinematografica.