Prosegue la collana Dylan Dog – I colori della paura in allegato a La Gazzetta dello Sport, nella quale vengono ristampate le storie dell’Indagatore dell’incubo nate per Dylan Dog Color Fest. La presentazione di questa iniziativa è stata accompagnata dall’annuncio di quattro albi speciali che avrebbero contenuto fumetti inediti, versioni rivisitate di avventure classiche della serie principale, per mano di alcuni degli autori più amati. Dopo l’esordio, con La nuova alba dei morti dementi, la trentunesima uscita propone Ancora un lungo addio, remake de Il lungo addio, episodio pubblicato nel 1992, scritto da Mauro Marcheselli e Tiziano Sclavi per i disegni di Carlo Ambrosini.

Il compito di rivisitare questa storia tanto amata va a Paola Barbato, che racconta la medesima vicenda mantenendo gli elementi fondamentali ma inserendo scene originali, in un equilibrio perfetto per accontentare i nuovi lettori e i fan che ben conoscono l’originale. Uno degli aspetti più interessanti è la lunghezza di questa storia, che ha disposizione un terzo delle pagine de Il lungo addio per narrare la stessa trama: per certi versi il racconto è più efficace, più intenso e quindi perde la sensazione di ripetitività che poteva trasmettere l’originale, ma in alcuni passaggi risulta leggermente affrettato. C’è la volontà di richiamare episodi e scene dal fumetto servito come fonte d’ispirazione, cosa che può lasciare perplessi i nuovi lettori: ad esempio il ragazzo “investito” da Dylan Dog viene citato ma, senza una scena più approfondita, chi sta seguendo per la prima volta la notte trascorsa da Dylan e Marina difficilmente comprenderà cosa sia successo. Nella stessa tavola però, l’aeroplanino giocattolo che si intravede sul ciglio della strada è un riferimento più velato e ben misurato; a chi non conosce la storia del ’92 sembrerà un oggetto come tanti, mentre i lettori più fedeli coglieranno la strizzata d’occhio rivolta a loro.

Gli elementi di novità sono all’altezza delle scene sacrificate del racconto originale e riescono a mostrare la stessa vicenda da un differente punto di vista, aggiungendo inoltre alcuni particolari e retroscena, per chi già la conosceva. Inoltre, le situazioni che vengono qui riproposte hanno sempre un taglio grafico interessante, con un utilizzo dell’inquadratura e degli elementi all’interno alla vignetta che arricchiscono visivamente la storia. Il merito è di Carmine Di Giandomenico, le cui tavole hanno un forte impatto emotivo, nei momenti di quotidiano romanticismo tra i due protagonisti, ma soprattutto nel lirico finale. Purtroppo il disegnatore fatica a caratterizzare graficamente le versioni adolescenziali dei due protagonisti, fin troppo simili alle loro controparti adulte; questo crea una leggera confusione nel susseguirsi di scene ambientate nel presente e i flashback, rendendo poco immediata (soprattutto a chi non ha letto Il lungo addio) la comprensione di quale linea temporale si stia seguendo.

L’operazione di riscrittura di queste storie fondamentali del personaggio creato da Sclavi è valida, una versione rinnovata sia nel disegno che nella narrazione, per certi versi considerabile come un “Ultimate Dylan Dog”, ottimo per avvicinare nuovi lettori. Rimangono ancora due episodi inediti tra quelli annunciati (Diabolo il Grande rivisitato da Fabrizio Accatino e un altro fumetto a opera di Fabio Celoni), ma sarebbe interessante leggere anche altre side-story delle avventure più amate dell’Indagatore dell’incubo.