Non so quanto tempo passerà fino al prossimo, ennesimo rilancio ma sembra che il gioco di riazzerare di anno in anno la numerazione delle testate, per la Marvel funzioni davvero bene, quantomeno a livello di vendite. Vista l’incapacità dimostrata nelle decadi passate di generare, salvo poche eccezioni, storie di lungo corso dai contenuti consistenti, e visto che ormai sono i cinecomics a dettare la strada al resto delle collane, allora l’idea di rinnovarsi anno dopo anno, non è poi così sregolata.

Avendo ormai esaurito ogni idea originale, è bene concentrarsi sulla forma e farlo bene, cosa che sta riuscendo più alla Marvel che alla DC Comics. I diversi esperimenti degli anni precedenti, hanno dato alcuni buoni frutti, vedi il successo di testate come Spider-Gwen, Hawkeye e Deadpool, e pare che siano diventati il metro di giudizio su cui generare nuove serie. Un’idea forte a livello commerciale, non troppo impegnata anzi, fresca e leggera, uno scrittore solido e uno o più artisti dallo stile moderno e nuovo.

Nonostante le vendite siano tarate in base alla fama e al seguito dei personaggi di lungo corso, il livello tecnico effettivo lo si trova nella parte medio bassa delle classifiche. I top selling Spider-Man, X-Men e Avengers non paiono brillare di una grande nuova luce e men che meno di un rinnovamento, quasi si rimpiangono i logorroici X-Men di Brian M. Bendis dello scorso ciclo. L’esempio più lampante è forse Daredevil, un titolo che sembrava lanciatissimo dall’ottimo lavoro fatto da Mark Waid e dal team di disegnatori straordinari del calibro di Chris Samnee, Paolo Rivera e Marcos Martin, rimandato direttamente negli anni ’90 con un plot troppo pesante di Charles Soule e i disegni ormai troppo fuori dal tempo di Ron Garney. Il Peter Parker miliardario ipertecnologico alla Iron Man voglio dimenticarlo, non è mai esistito.

C’è la possibilità che si ecceda anche nel senso opposto, la cura “batgirling”  (vedere quest’articolo per capire cos’è) infatti per la Marvel sta funzionando bene ma va applicata con moderazione. Lo speciale natalizio per il lancio di Gwenpool è stato un flop totale e di certo la serie a venire non sta generando lo stesso entusiasmo che ci fu per Spider-Gwen. Collane come Patsy Walker, A.K.A. Hellcat o Red Wolf (un western, davvero?!) sembrano troppo inconsistenti.

Come capirete dalla classifica sottostante, il vecchio mondo dei supereroi in calzamaglia ha fatto il suo tempo e più ci si allontana dalla visione classica e seriosa, più il prodotto risulta efficace, per qualità e per vendite. Il rilancio All New, All Different Marvel non è ancora a pieno carico, mancano diversi titoli che esordiranno nei prossimi mesi, alcuni molto attesi come Black Panther, Power Man & Iron Fist (questo quello più atteso da me!) e Black Widow. Il grosso però sembra fatto. Ecco quindi una selezione di 5 serie tra quelle che ho trovato più interessanti fin ora.

 

SCARLET WITCH di James Robinson e AA.VV.

L’idea di James Robinson di raccontare cosa fa Wanda Maximoff quando non è con gli Avengers è decisamente vincente. Sono state infatti rare le occasioni in cui il personaggio di Scarlet Witch ha avuto modo di emergere dal marasma di gente con superpoteri superfichi, e probabilmente nessuno scrittore è mai riuscito a rendere davvero interessante il ruolo della strega. Il plot che la fa viaggiare in giro per il mondo a rivelare gli universi magici delle altre streghe, dà un’infinità di spunti interessanti. Altrettanto interessante l’idea di affiancargli uno spettro assistente (quello di Agatha Harkness), sorta di maggiordomo Alfred, che da modo a Scarlet di apparire come il Batman della situazione. Il primo numero si fregia dei disegni davvero evocativi e di gran classe ad opera di Vanesa Del Rey, lontanissimi dai virtuosismi dei supereroi, con un tratto quasi da fumetto d’autore, incantevoli. Non si capisce infatti l’idea di affidare ogni numero ad un disegnatore differente. Il numero #2 è opera di Marco Rudy, un disegnatore che vorrebbe rifarsi alle composizioni di J.H.Williams III ma che rimane stucchevole in uno stile da liceo artistico. Il terzo sarà affidato al veterano Steve Dillon, bravissimo ma davvero poco adatto al tono della serie. Speriamo riescano a decidersi.

Scarlet Witch (2015-)

DOCTOR STRANGE di Jason Aaron e Chris Bachalo

Si, un altro mago. Quello di Strange era forse uno dei titoli più attesi, perché è sempre stato un personaggio interessante, purtroppo utilizzato quasi sempre come comparsa o risolutore nei grandi archi narrativi, per il film in arrivo e perché il team di realizzatori è davvero di prestigio. Jason Aaron ha già dimostrato di essere un ottimo scrittore con la serie Scalped per Vertigo, diversi cicli di storie per la Marvel tra cui Ghost RiderThor: God of Thunder, ma soprattutto con la sua serie creator owned, Southern Bastards. Ai disegni c’è un veterano dei comics, quel Chris Bachalo amatissimo dai lettori, che ha firmato diversi capolavori come Generation-X, Death: L’alto costo della vita, Steampunk e bellissimi cicli di Amazing Spider-Man e Uncanny X-Men. Lo script di questa serie nonostante la leggerezza del racconto, sembra lento a carburare, ci sono diversi elementi interessanti ma tutto lascia intendere che il grosso debba ancora venire. La parte del leone la fa Bachalo che non solo continua, come nella sua tradizione, ad inventare mondi e creature fantasiosi che occupano intere doppie splash-page, ma ha avuto l’idea geniale e divertente di ridurre il potente mago ad un omino basso, con dei baffetti ridicoli che se ne va in giro in boxer e che pare non avere assolutamente idea sul come affrontare le potenti forze del male.

Doctor Strange (2015-)

 

DRAX di CM Punk, Cullen Bunn e Scott Hepburn

Guardiani della Galassia è il cinecomic che ho preferito fin ora, per il suo umorismo e la sua leggerezza, quello che tutti i fumetti dovrebbero essere. Se la serie principale dei Guardiani non è riuscita molto a mantenere queste caratteristiche a causa della continuity da dover mantenere, ci sono riusciti invece i titoli dedicati ai tre jolly del gruppo: Groot, Rocket Racoon e Drax. Tra questi, l’ultimo è quello che più mi ha convinto e il motivo è davvero semplice da spiegare. Da quando la DC Comics ha deciso di eliminare quello straordinario personaggio che era Lobo, mancava qualcuno che se ne andasse in giro per le galassie a fracassare carcasse aliene. Drax ci riesce benissimo e lo fa con la giusta dose di leggerezza e muscoli, raccontati da Cullen Bunn (uno che coi fumetti si diverte davvero, andatevi a recuperare le sue storie) affiancato dal wrestler CM Punk e soprattutto con i disegni super-energetici di Scott Hepburn, un autore tecnicamente dotatissimo che, come il suo coetaneo James Harren (probabilmente anche la sua fonte di ispirazione visto gli stili molto simili), lavora in manuale e non risparmia la tavola di spruzzate di inchiostro e pennellate grezze e cinetiche.

Drax (2015-)

 

WEIRDWORLD di Sam Humphries e Mike Del Mundo

Jason Aaron (ancora una volta) ha scritto il primo ciclo di questa serie (revival di una vecchia idea) e faceva parte del crossover Secret Wars. Viste le ottime vendite, Sam Humphries è stato chiamato a scriverne il rilancio. Ancora una volta la scelta vincente è il mix di leggerezza e idee divertenti, immerse in un’ambientazione insolita per i supereroi. Infatti questo è un fantasy a tutti gli effetti che ricorda molto le atmosfere delle storie di Metal Hurlant. Merito anche dei disegni di Mike Del Mundo, ottimo copertinista ma che come fumettista di interni mi è sempre sembrato confusionario. In questa serie invece, viste le atmosfere visionarie, è totalmente azzeccato. La storia è un viaggio allucinante della teenager, Becca, persa in questo mondo assurdo e affiancata da Goleta, amazzone guerriera matta, Catbeast creatura demoniaca e mille altri mostri a venire.

Weirdworld

 

VISION di Tom King, Gabriel Hernandez Walta e Jordie Bellaire

Visione è un altro di quei personaggi davvero interessanti ma poco sfruttati dell’Universo Marvel. Per fortuna l’inserimento nell’ultimo film Avengers: Age of Ultron, ha portato un faro sull’androide verde e giallo ed anche la sua serie personale. Il cruccio di Visione è sempre stato, come tutte le creature artificiali, quello di essere e sentirsi umano. Azzeccata quindi l’idea di Tom King di inserirlo in un contesto cittadino in stile Desperate Housewives e dargli una famiglia (se la crea da solo a dire il vero) per confrontarsi con gli aspetti più duri della vita quotidiana e scoprire che forse era meglio rimanere un androide. I disegni di Gabriel Hernandez Walta non sono sempre indimenticabili ma servono allo scopo e il suo stile alternativo tiene la giusta distanza dallo stereotipo dei supereroi, il che è un bene.

Vision (2015-)