Finalmente abbiamo l’occasione di recensire Mind MGMT Stagione Due: Il Futurologo e di confermare quel che da sempre pensiamo di questo fumetto. Ovvero che la creatura cospirazionista, psico-fantascientifica, para-spionaggistica di Matt Kindt sia l’opera più incompresa dal pubblico italiano da parecchio tempo a questa parte. Dopo il tiepidissimo benvenuto riservato all’edizione in spillati, fedele all’originale americano, che Panini ha confezionato l’anno scorso, ecco che la saga prosegue in volumi più corposi che speriamo possano solleticare maggiormente il gusto dei lettori. Perché è davvero un peccato sentir parlare così poco di un fumetto che combina una qualità del disegno superiore, che lo rende una delle letture visivamente più riconoscibili e originali del momento, a una materia narrativa così gustosa e che ci pare onestamente più che potabile per molti palati.

Dopo aver introdotto in maniera misteriosa il personaggio di Meru e quello di Henry Lyme, dopo averci fatto capire più o meno che cosa sia la Mind MGMT, agenzia governativa segretissima che per decenni ha cercato di riparare ai torti peggiori del mondo tramite l’uso dei poteri che la mente umana, se utilizzata al cento percento delle proprie potenzialità, garantisce agli individue di talento, Kindt si butta con decisione nella storia in questa seconda stagione. Lyme non è solo un agente dissidente, isolatosi dall’agenzia per non sentirsi complice della sua deriva tirannica e poco piacevole. Soprattutto, Lyme non è il solo agente dissidente. Ce ne sono altri come lui, in fuga dalla terribile Cancellatrice, in grado di resettare le loro memorie, mangiarsi i ricordi dei misfatti compiuti dai colleghi e riprogrammarne la morale per farne nuovamente delle utili pedine sulla scacchiera.

Meru non è solo la vittima dell’affetto riluttante, disturbato eppure innegabile del povero Henry Lyme, ma qualcosa di più: un pezzo importante della partita che si sta per giocare, dal passato ancora più complesso di quel che ci è stato mostrato sin qui. Da spettatrice e appassionata testimone, sta per diventare una protagonista di questa storia di pericoli e minacce imprevedibili ed è destinata a scivolare sempre più in profondità, nella buia tana del Bianconiglio che la conduce a un mondo marcio e intricato oltre ogni comprensione, abitato da personaggi dai poteri mentali sempre più grandi e letali. Come il futurologo del titolo, Duncan, in grado di leggere e analizzare la mente delle persone con un tale livello di sinergia da poter effettivamente predire quasi qualunque cosa gli accadrà attorno. Anche lui è fondamentale per i piani del gruppo di Lyme e Meru, ma non vuole saperne di tornare ad avere a che fare con la Mind MGMT. Toccherà convincerlo.

Se i primi numeri scritti da Matt Kindt erano furbi, ma calibrati, nell’attirarci nel gorgo di segreti e promesse che l’autore seminava in continuazione, questo volume, che progredisce nella vicenda rompendo il circolo vizioso della prima stagione, è fatto soprattutto di spiegazioni, rivelazioni e agnizioni. Che non erano mancate nemmeno nei sei spillati, ma che ora si fanno pienamente compiute. Kindt racconta in maniera più che convincente una storia che non ha granché di convenzionale. La sua abilità e originalità compositiva, sia della pagina che delle singole vignette, continuano a stupire. Giochi di simmetrie, simbolismi negli equilibri degli elementi, idee rappresentative sorprendenti si inseguono, accompagnate dal solito tratto peculiare e sospeso, sostenuto dai colori a effetto acquerello che non smettono di sedurci, confondendo i contorni di un mondo dai confini sempre incerti, mai netti, costantemente da mettere in discussione. Perché niente è come ci hanno convinto che dovesse sembrare.

Mind MGMT è, soprattutto, uno dei migliori fumetti in circolazione per quanto riguarda la costruzione graduale del suo personaggio centrale. Meru non ci viene presentata quasi mai come il fulcro principale della vicenda, se non per brevi tratti. Impariamo a conoscerla per contrasto, scoprendo, man mano, le personalità e le storie delle persone che si trova attorno. Il fatto che la vita di costoro sia quella di agenti dai poteri ESP incredibili e inverosimili e che essi li abbiano messi, di volta in volta, al servizio della pace o di un’idea discutibile di giustizia è un sicuro motivo di interesse. Quanti autori conoscete in grado di farvi apprezzare la loro protagonista concedendole così poco spazio, rivelandovi della sua personalità solo un pezzo per volta, come se vi si mostrassero gradualmente le tessere di un mosaico?

Leggete Mind MGMT. Questa saga merita uno sforzo di fiducia, un salto della fede da parte del vostro scetticismo, secondo noi. Se siete fan delle storie di spionaggio e di un certo tipo di pessimismo cervellotico, non rimarrete delusi.