Dopo aver rinviato per due episodi l’incontro/scontro tra Rat-Man e la Gatta, il terzo episodio della trilogia mette finalmente la femme fatale di fronte al supereroe con le orecchie da topo, pronta a regalargli una bollente notte di sesso prima di mettere fine alla sua vita. È un’altra occasione per inanellare gag sull’appetito sessuale di Rat-Man e sulla sua scarsa virilità, un tema che ormai sta iniziando a diventare ripetitivo, essendo il focus principale di questo ciclo di storie. Fortunatamente però c’è qualcosa in più.

La Gatta infatti si prepara a entrare nel cuore di Rat-Man per strapparlo all’eroe… ma qualcosa splende ancora al suo interno; nonostante abbia cercato di dimenticarla, il ricordo di Thea sopravvive nello strato più profondo del suo animo. La femme fatale è impotente davanti a uno spirito così romantico, in cui i sentimenti sono più forti della lussuria, nonostante quello che sembra voler desiderare, come tutti gli altri uomini caduti vittime della Gatta.

Il colpo di grazia però arriva da Cinzia, accorsa per salvare l’uomo amato, insensibile al fascino femminile della spietata assassina; il suo intervento avviene in una scena eroica che rende ancora più importante il transessuale platinato, ormai al centro di un chiaro processo evolutivo da macchietta a personaggio complesso con un ruolo sempre maggiore nella saga.

La bella e la bestia conclude la trilogia della Gatta e accantona temporaneamente le tematiche piccanti, che torneranno con altre figure sensuali incontrate da Rat-Man. Anche se per ora Thea sembra essere stata accantonata (ma una scintilla brilla ancora in fondo al cuore del supereroe), il cast femminile è degnamente rappresentato da Cinzia che viene caratterizzata in modo sempre più interessante. In particolare qui fanno sorridere le attenzioni che le riserva Brakko, non riuscendo a comprendere si tratti di un transessuale, lasciandole intravedere un esempio di ciò che lei vorrebbe da Rat-Man ma non riesce a ottenere.