Ricorda… che la felicità a volte abita in luoghi insospettabili.

C’era una volta Amina, una bambina diversa da tutte le altre, più sensibile ed empatica, rimasta orfana di madre nel momento esatto nel quale veniva al mondo. Con gli anni la piccola affinò il dono con il quale era nata, quello di riuscire a comunicare con gli animali. Prigioniera nel cemento della grigia Milano, Amina cresceva sempre più sola e incompresa. Suo papà, inoltre, era spesso lontano per lavoro, e la donna con la quale si era risposato non vedeva di buon occhio quella che non sarebbe mai stata sua figlia, caldeggiando fortemente l’idea di rinchiuderla in un centro specializzato per giovani affetti da disturbi di tipo psicologico. Nell’estate del suo decimo anno di vita, Amina ha la possibilità di lasciarsi alle spalle la sua triste realtà e andare a trovare i nonni materni in un posto unico e meraviglioso, seppur per una sola stagione: l’Isola di Stromboli. In un posto incantato e quasi fuori dalle logiche e abitudini del mondo moderno, la protagonista della nostra storia riuscirà a scoprire qualcosa di più sul passato della madre che non ha mai conosciuto e sulla sua stessa natura, grazie alla scoperta del diario che quest’ultima era solita scrivere da giovane. Sarà quel momento a dare il via a una catena di eventi che porteranno Amina a scoprire un segreto rimasto a lungo nascosto sotto la superficie del mare, che cambierà per sempre la sua vita…

Amina e il vulcano, libro a fumetti di Simona Binni, è una lettura di dolcissima evasione, che ha il sapore dei grandi classici della nostra infanzia, senza però venire privata di quel tono riflessivo e maturo che rende l’opera adatta a un pubblico quantomai eterogeneo.

Nella trama si possono riscontrare diversi tòpos già letti più e più volte: c’è una bambina orfana di madre con delle doti uniche e particolari, c’è una matrigna cattiva, un padre assente e inconsapevole (pur senza cattiveria), un viaggio e un segreto da rivelare. Una storia con questi elementi, anche se magari non eccessivamente originale, solitamente funziona bene di per sé. Se però a tutto questo si aggiunge un approccio narrativo oculato e capace di trattare temi delicati con grande e umana delicatezza, il risultato finale ne risente in termini positivi e assume grande valore. L’autrice è infatti laureata in Psicologia dello sviluppo evolutivo e applica tutte le competenze acquisite nella sua carriera accademica per raccontare il disagio e la solitudine di una bambina lasciata a se stessa solo perché diversa dalla moltitudine: ciò consente al lettore di immedesimarsi al meglio con la protagonista, riuscendo ad avvertire forte empatia e senso di appartenenza nei confronti di questa.

Inoltre, il modo con il quale la Binni ci racconta usi e costumi di un luogo del nostro Paese, magico e sconosciuto ai più, va ad accrescere ulteriormente il valore di quest’opera.

Sotto il profilo grafico, il particolarissimo stile dell’autrice rende questa lettura molto accattivante per un pubblico giovane: le forme morbide, stilizzate e cartoonesche che caratterizzano il design dei personaggi carpiscono al meglio l’attenzione del lettore. Lo storytelling chiaro e fluido aiuta ulteriormente a rendere Amina e il vulcano un racconto accessibile a tutti.

Le atmosfere e le location entro le quali si svolge la nostra storia sono ulteriormente valorizzate dai ricchi colori di Chiara Cernigliaro, grazie ai quali mare, scogli, flora e fauna di un luogo magico prendono vita pagina dopo pagina.

In conclusione, Amina e il vulcano è un racconto dedicato a tutti coloro hanno ancora la capacità di credere nelle favole e nella magia che le caratterizza, a prescindere dall’età anagrafica indicata sulla Carta d’Identità. Il saper sognare ed emozionarsi non ha età, e questo libro aiuta sicuramente a farlo.